Cerca

Monumenti nel degrado Cavi e reti metalliche dimenticati dopo i lavori

di LUCA DE CEGLIA
BISCEGLIE - Un groviglio di cavi elettrici penzolanti e rischiosi per l’incolumità dei passanti avvolge e deturpa da sette anni la millenaria torre normanna. Recinzioni metalliche divelte di un cantiere inesistente e muri a secco crollati ostacolano il passaggio sulla pista ciclabile costiera in zona San Francesco. E sono solo alcuni esempi
Monumenti nel degrado Cavi e reti metalliche dimenticati dopo i lavori
di LUCA DE CEGLIA

BISCEGLIE - Un groviglio di cavi elettrici penzolanti e rischiosi per l’incolumità dei passanti avvolge e deturpa da sette anni la millenaria torre normanna. Recinzioni metalliche divelte di un cantiere inesistente e muri a secco crollati ostacolano il passaggio sulla pista ciclabile costiera in zona San Francesco. Sono solo alcuni degli esempi emblematici dell’inerzia di chi dovrebbe intervenire per rimuovere tali scempi, che danneggiano la speranza della crescita dell’attività turistica (peraltro ridotta a livello stagionale), vantata alla Bit di Milano ma fallace nella realtà. Far turismo, infatti, vuol dire essere accoglienti e, soprattutto, avere l’ “asso nella manica” da mostrare in ogni momento nella promozione della città, per attirare i visitatori.

A Bisceglie i monumenti, il centro storico e le spiagge con i sentieri naturalistici dovrebbero essere la linfa vitale per attirare i turisti e dare più ossigeno all’economia locale. Ma, purtroppo, quei “beni” culturali e naturali languono in un indicibile stato di degrado, tra paradossi ed indifferenza. La torre attende i vigili del fuoco per “de purarla” dai cavi elettrici natalizi e la pista ciclabile molto frequentata attende le opportune opere di ripristino, così come le spiagge invase dai rifiuti. Non c’è decoro al dolmen “la Chianca”, le grotte di Santa Croce sono chiuse da anni, il centro storico è afflitto dal traffico nell’auspicio perenne che sia applicata la zona a traffico limitato.

L’ingresso della Cattedrale, laddove c’è il museo diocesano “ospita” costantemente cumuli di rifiuti. Nessuno è riuscito finora a debellare una volta per tutte questa intollerabile situazione di degrado. Ci ha provato un gruppo di cittadini volontari posizionando un vaso con una pianta sul sito che viene utilizzato come “cassonetto” all’aperto. Ma la loro meritevole iniziativa è stata sopraffatta dalla protervia e dalla prepotenza di coloro che la legge la scrivono in proprio.

Bisceglie, rispetto al maggiore movimento di visitatori che si nota nelle città vicine, dà l’impressione diffusa di essere semivuota, con le attività commerciali sempre più in difficoltà e con scarsi interventi di chi dovrebbe difenderle. Girarvi un film tra le sue vie, come si è fatto con la regia di Michele Placido spendendo ben 180 mila euro, può essere (quando lo proietteranno) un veicolo di promozione della città. Ma solo un film non fa primavera.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400