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Falsi certificati qualità alle aziende:23 indagati 

BAT - Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari hanno notificato la misura cautelare dell’obbligo di dimora nei confronti di 5 persone: il legale rappresentante, il direttore generale e tre dipendenti di una società, la Cdq Italia di Canosa, abilitata al rilascio di certificazioni di qualità e di conformità alle norme ISO operante in tutto il territorio dello Stato e all’estero (Albania – Spagna) riconosciuta dall’Ente nazionale di accreditamento “Accredia”
Falsi certificati qualità alle aziende:23 indagati 
CANOSA - Finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Bari stanno notificando un avviso di conclusione delle indagini preliminari a 23 persone, indagate a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, falso in atto pubblico e istigazione alla corruzione in relazione al rilascio di false certificazioni di qualità e di conformità alle norme Iso ad aziende di Puglia, Lazio e Campania.

L'avviso è stato firmato dal pm della Procura di Trani Silvia Curione. Su richiesta dello stesso pm, il gip del tribunale di Trani Francesco Zecchillo ha disposto l’obbligo di dimora per cinque dei 23 indagati. Si tratta del legale rappresentante, del direttore generale e di tre dipendenti di una società con sede a Canosa di Puglia, la Cdq Italia srl, abilitata al rilascio delle certificazioni e operante in Italia e all’estero (Albania - Spagna), riconosciuta dall’Ente nazionale di accreditamento 'Accredià.

Tutti sono indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, falso in atto pubblico ed istigazione alla corruzione. E’ in corso, altresì, per tutti gli indagati la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini.

In particolare, i destinatari dell’ordinanza rilasciavano certificazioni di qualità ISO 9000, 9001 e 22000 senza effettuare i regolari controlli ed audit previsti per queste procedure. In molti casi attestavano fittiziamente la presenza di auditor qualificati. Per consentire la partecipazione di alcune aziende loro clienti, garantivano l’efficacia della certificazione ponendo date antecedenti alla presentazione delle offerte pubbliche.

Tra gli indagati sono ricompresi i legali rappresentanti delle aziende certificate.

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