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Expo 2015, Nord e Sud insieme per la legalità sfida alle contraffazioni

BISCEGLIE - Contro le frodi alimentari ed in difesa della qualità dei prodotti e del «made in Italy», per cogliere le grandi opportunità dell’Expo 2015, una «vetrina» promozionale di portata mondiale. Di «Cibo giusto: legalità e responsabilità» si è discusso a Bisceglie, presso le «Vecchie Segherie Mastrototaro», in un convegno organizzato da Coldiretti e associazione Orizzonti
Expo 2015, Nord e Sud insieme per la legalità sfida alle contraffazioni
LUCA DE CEGLIA
BISCEGLIE - Contro le frodi alimentari ed in difesa della qualità dei prodotti e del «made in Italy», per cogliere le grandi opportunità dell’Expo 2015, una «vetrina» promozionale di portata mondiale. Di «Cibo giusto: legalità e responsabilità» si è discusso a Bisceglie, presso le «Vecchie Segherie Mastrototaro», in un convegno organizzato da Coldiretti e associazione Orizzonti. Ospite di primo piano l’ex procuratore Giancarlo Caselli, presidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.

«La legalità nel campo alimentare significa sicurezza per la salute, è necessaria una lotta quotidiana, incisiva ed efficace, bisogna denunciare i problemi di sofisticazione e contraffazione - dice Caselli - per la difesa dell’identità dei prodotti italiani, per la legalità della filiera agroalimentare, nell’interesse del consumatore e dei produttori onesti». Potrebbe l’Italia correre il rischio di avere un effetto contrario, boomerang? Caselli, incalzato dalla domanda del moderatore Giuseppe De Tomaso, direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, centrata sulle recenti inchieste di infiltrazioni della criminalità e corruzione in fase preparatoria dell’Expo 2015 e dal labirinto delle leggi, ha riconosciuto che «si è partiti male, ci sono incertezze ed interrogativi ma - ha assicurato - l’attività delittuosa è stata interrotta, bisogna essere vigili e non far fallire questo evento per valorizzare i nostri prodotti, Puglia compresa, perché sarebbe un disastro bloccare il treno prima che arrivi in stazione».Cresce, dunque, l’attenzione verso Expo 2015. Critica la Coldiretti Puglia sull’andamento organizzativo.

«La Puglia, a parere nostro, si sta approssimando all’esposizione universale in maniera scomposta e scoordinata, ogni singolo ente, istituzione scolastica, organizzazione sta profilando la propria partecipazione in solitudine, mostrando una immagine frammentaria e poco rispondente alla realtà», dice Gianni Cantele, presidente regionale Coldiretti. L’Expo si preannuncia con dati da capogiro sulle presenze a Milano (6 milioni di biglietti già venduti, stimato l’arrivo di oltre 23 milioni di visitatori di cui 8 milioni di stranieri) e per 6 mesi sarà la capitale mondiale dell’agricoltura e del cibo con 144 Stati rappresentati.

Milano baricentro di tutto l’evento e Sud e Puglia isolati? «Può essere una grande opportunità anche per il Sud, ripartiamo dai territori, è un’opportunità che non deve e non può rimanere circoscritta alla sola città di Milano ma deve coinvolgere l’intero Paese con l’obiettivo prioritario di ripartire dai territori e nei territori - afferma l’on. Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio - la tappa di Bisceglie dell’Expo ExtraTour si muove proprio in questa direzione: valorizzare il Made in Italy, utilizzare Expo come strumento di attrazione per favorire investimenti globali nel nostro Paese, incrementare le esportazioni nel campo agroalimentare e rimettere in moto il mercato interno». «Un’occasione determinante per il nostro modello e sistema Paese - spiega Gianni Fava, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia - accompagnato dal tema principale, cioè dal cibo e dalla sua qualità, pensiamo di averne gli strumenti e le capacità, sia per tradizione e cultura, certificata dai 31 prodotti Dop e Igp e dai 42 vini Doc, Docg e Igt».

Gli fa eco Ettore Prandini, vice presidente nazionale Coldiretti, secondo cui «l’Expo è l’occasione più importante che la Lombardia e il Paese avranno per i prossimi 20 anni per mettere al centro il ruolo del comparto agroalimentare, l’unico che in un periodo di crisi ha tenuto, sia dal punto di vista economico che occupazionale».

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