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Detenuto morto in cella condannato a 4 mesi il medico del carcere

BARI – Il gup del tribunale di Trani Luca Buonvino ha condannato alla pena di 4 mesi di reclusione il direttore sanitario del carcere di Trani, il dottor Francesco Monterisi e ha assolto "per non aver commesso il fatto" gli altri quattro medici imputati per la morte di Gregorio Durante, il detenuto 33enne di Nardò (Lecce) morto in cella il 31 dicembre 2012. La sentenza è stata emessa al termine di un processo celebrato con rito abbreviato
Detenuto morto in cella condannato a 4 mesi il medico del carcere
BARI – Il gup del tribunale di Trani Luca Buonvino ha condannato alla pena di 4 mesi di reclusione il direttore sanitario del carcere di Trani, il dottor Francesco Monterisi e ha assolto "per non aver commesso il fatto" gli altri quattro medici imputati per la morte di Gregorio Durante, il detenuto 33enne di Nardò (Lecce) morto in cella il 31 dicembre 2012. La sentenza è stata emessa al termine di un processo celebrato con rito abbreviato.

La procura di Trani contestava al personale medico del carcere l’omicidio colposo, per non aver disposto il ricovero in ospedale nonostante le gravi condizioni di salute di Durante, che – secondo i legali della sua famiglia – non sarebbe stato in grado di camminare, di nutrirsi e di assumere farmaci autonomamente. Per i medici legali che effettuarono l’autopsia, l'uomo morì a causa di una broncopolmonite sopraggiunta ad una intossicazione da Fenobarbital, un noto barbiturico.

"E' vergognoso. Gregorio per uno schiaffo prese sei anni (in primo grado dal giudice monocratico a Nardo nel 2009 per aver aggredito il figlio di una guardia giurata), il suo assassino invece solo pochi mesi", ha detto Virginia Marzano, la compagna di Gregorio Durante. "Dovevano essere condannati tutti – ha aggiunto – con una pena congrua a quanto hanno fatto ma non ci fermiamo, andremo in Appello e se servirà anche oltre". La donna, parte civile nel processo insieme con i due figli minori, assistiti dall’avvocato Nicola Martino, ha ottenuto dal giudice il risarcimento danni che sarà però quantificato in sede civile. 

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