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Murgia teatro naturale per celebrare Pasolini

di MICHELE PALUMBO
Una lezione sulla Murgia. Un laboratorio su Pier Paolo Pasolini. L’approfondimento di un film di mezzo secolo fa. E, in conclusione, un sentiero sulla Murgia dedicato a Pasolini e al suo «Vangelo». La terra e le pietre della Murgia hanno ora un sentiero che è stato intitolato al regista e scrittore Pier Paolo Pasolini (1922-1975) ed al suo film «Il Vangelo secondo Matteo» (1964)
Murgia teatro naturale per celebrare Pasolini
di MICHELE PALUMBO

Una lezione sulla Murgia. Un laboratorio su Pier Paolo Pasolini. L’approfondimento di un film di mezzo secolo fa. E, in conclusione, un sentiero sulla Murgia dedicato a Pasolini e al suo «Vangelo». La terra e le pietre della Murgia hanno ora un sentiero che è stato intitolato al regista e scrittore Pier Paolo Pasolini (1922-1975) ed al suo film «Il Vangelo secondo Matteo» (1964).

L’intitolazione è avvenuta, al termine di alcuni laboratori tenuti in masserie murgiane che hanno visto la partecipazione di studenti e docenti del liceo scientifico statale “Nuzzi” di Andria, del liceo classico statale “Oriani” di Corato e del liceo scientifico statale “Tedone” di Ruvo di Puglia, nell’ambito della manifestazione “Il Vangelo di Pasolini - volti, luoghi e suoni della Murgia a 50 anni dal film”, ideata da Nicola Cesareo, Mariano Fracchiolla, Antonio Minafra e Luciano Lovino, organizzata e prodotta dall’associazione culturale ‘Menhir’ con l’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia ed il Comune di Ruvo di Puglia. Il sentiero scelto per sottolineare il rapporto tra Pasolini, il suo film e la Murgia, ricorda quello che nel ‘Vang elo’ porta alla casa di Maria e che proprio nelle prime scene del capolavoro pasoliniano viene percorso da Giuseppe. E una indubbia suggestione l’ha data, al momento dell’intitolazione, la presenza di Margherita Caruso, che interpretava (allora aveva nemmeno quattordici anni) Maria da giovane nel film di Pasolini.

E proprio Margherita Caruso ha ricordato il regista, quello che accadeva sul set del film, il rapporto tra l’opera cinematografica e i luoghi che vennero utilizzati per ambientare le vicende raccontate nel vangelo di Matteo, compreso quello della Murgia (una scena del film, quella della cacciata dei mercanti dal tempio venne girata nel cortile di Castel del Monte). Il sentiero (l’intitolazione ha visto la presenza dei vertici dell’associazione Menhir, del Parco dell’Alta Murgia e del Comune di Ruvo) è naturalmente parte integrante di un vero e proprio itinerario escursionistico dedicato al ‘Vang elo’ di Pasolini, un itinerario coincidente con un antico tracciato rurale delimitato da muri a secco, probabilmente creato per il passaggio di greggi nei secoli della transumanza (XIV-XIX): si trova sulla prosecuzione di una strada comunale che parte dalla strada provinciale 238 e raggiunge la Masseria Coppa (di Sopra).

Il punto consigliato di partenza di questo itinerario è a valle della masseria, a sud del corpo di fabbrica e al di là della recinzione che la protegge. Il punto di arrivo si trova a poco più di 2 chilometri dalla partenza (il dislivello tra i due estremi è di solo 30 metri). Il sentiero ed il percorso escursionistico dedicati a Pasolini ed al suo film, rimangono dunque ora una testimonianza concreta non solo di un ambiente di bellezza, silenzio, cultura e pace, scelto dal regista per la sua opera cinematografica, ma anche di una manifestazione che, cinquant’anni dopo, con mostre (da ricordare quella fotografica di Domenico Notarangelo sul film), concerti, con gli splendidi quadri coreografici (curati da Giulio De Leo) dedicati all’annunciazione, al battesimo, ai miracoli, all’ultima cena, alla deposizione ed alla pietà, con gli interessanti laboratori che appunto hanno coinvolto le scuole del territorio, con i dialoghi sul ‘Vangelo’ che hanno permesso un razionale e allo stesso tempo passionale approfondimento su Terra Christi, Corpus Christi e Vultus Christi, ha rappresentato un colto, raffinato e ricco omaggio ad uno straordinario film. Un film, “Il vangelo secondo Matteo” di Pasolini, che oggi viene ricordato anche da un sentiero. Sulla Murgia.

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