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«Standard & Poor's» Pm censura agenzie di rating

TRANI – "Fitch ha indebitamente anticipato il declassamento del rating italiano e, così facendo, si è comportato come un giudice che anticipa in un processo il verdetto di condanna degli imputati". Ricorrendo a questo paragone il pm di Trani, Michele Ruggiero, ha censurato il comportamento dell’agenzia di rating nel corso dell’udienza preliminare
«Standard & Poor's» Pm censura agenzie di rating
TRANI – "Fitch ha indebitamente anticipato il declassamento del rating italiano e, così facendo, si è comportato come un giudice che anticipa in un processo il verdetto di condanna degli imputati". Ricorrendo a questo paragone il pm di Trani, Michele Ruggiero, ha censurato il comportamento dell’agenzia di rating nel corso dell’udienza preliminare (che come prevede la legge si svolge a porte chiuse) per manipolazione del mercato. Sapete cosa accade al giudice che anticipa la decisione?, ha chiesto il pm, viene ricusato". "Le agenzie di rating – ha sostenuto – sono i giudici del mercato e se anticipano il giudizio, come ha fatto Fitch, su fatti così delicati turbano l’andamento dei mercati e fanno allontanare gli investitori".

L'UDIENZA - Sono riprese oggi, dinanzi al gup del tribunale di Trani Angela Schiralli, le udienze preliminari a sei imputati tra manager ed analisti di Standard & Poor's e ad altri due dell’agenzia Fitch, accusati di manipolazione del mercato. Le due udienze, in cui sono tra gli imputati anche le due società, sono parallele: in quella a carico di S&P, dove il pm Michele Ruggiero ha chiesto nella scorsa udienza i rinvii a giudizio, sono previste le repliche delle parti; in quella a carico di Fitch è prevista invece la discussione che si concluderà, a meno di colpi di scena, con la richiesta della pubblica accusa di rinviare a giudizio gli imputati.

LE ACCUSE - Le accuse fanno riferimento a report (e ad anticipazioni di report) emessi tra il 2011 il 2012 sull'affidabilità del sistema creditizio e sul declassamento del rating dell’Italia. L’udienza è cominciata dopo le 13 ed è prevista in giornata la decisione del giudice sulle richieste di rinvio a giudizio. In tutte e due le udienze sono costituite parte civile una decina di consumatori e l’Adusbef, che insistono per i rinvii a giudizio, mentre le difese ritengono le accuse infondate e chiedono il proscioglimento degli imputati.
All’udienza partecipa come persona offesa Bankitalia che, per ora, ha deciso di non costituirsi parte civile, costituzione che comunque potrà essere avanzata all’inizio dell’eventuale dibattimento.

GLI IMPUTATI CHE RISCHIANO IL RINVIO A GIUDIZIO - Gli imputati sono accusati dalla procura di Trani di manipolazione del mercato aggravata dalla 'rilevante offensivita” (perchè il reato è commesso ai danni dello Stato sovrano italiano) e dalla rilevantissima gravità del danno patrimoniale provocato.
Per Standard & Poor's rischiano il rinvio a giudizio Deven Sharma, presidente mondiale di S&P Financial Service dal 2007 al 23 agosto 2011; Yann Le Pallec, responsabile per l’Europa-Londra, e gli analisti del debito sovrano: Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer. Al sesto imputato, David Pearce, legale rappresentante di S&P-Londra, viene contestata la responsabilità amministrativa della società. Manager e analisti di S&P sono accusati di aver fornito "intenzionalmente" ai mercati finanziari – tra maggio 2011 e gennaio 2012 – quattro report contenenti informazioni tendenziose e distorte sull'affidabilità creditizia italiana e sulle iniziative di risanamento e di rilancio economico adottate dal governo italiano, "per disincentivare – secondo l’accusa - l'acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così, il valore". L’ultimo report sotto accusa è quello con cui S&P, il 13 gennaio 2012, decretò il declassamento del rating dell’Italia di due gradini (da A a BBB+).
Per Fitch sono imputati David Michael Willmoth Riley, capo rating sovrano della sede di Londra, e il responsabile legale Trevor Pitman, per la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Per Fitch gli imputati sono accusati di aver rilanciato – dal 10 al 18 gennaio 2012 – "indebiti annunci preventivi di imminente declassamento" dell’Italia, mai decretato ufficialmente dell’agenzia Fitch fino al 27 gennaio 2012, "così divulgando a mercati aperti informazioni che dovevano restare riservate, concretamente idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo degli strumenti finanziari". Sempre per Fitch viene ipotizzato anche l’abuso di 'prestazione d’operà essendo l’agenzia legata al ministero dell’Economia in forza di un contratto di fornitura del servizio pubblico di rating in relazione alle emissioni di titoli di debito della Repubblica Italiana.

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