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Standard & Poor's Attesa decisione gup se si va a processo

TRANI – Il gup di Trani Angela Schiralli deciderà domani se prosciogliere o rinviare a giudizio sei imputati tra manager e analisti di Standard & Poor's e ad altri due dell’agenzia Fitch, accusati di manipolazione del mercato aggravata dalla 'rilevante offensività (perchè il reato è commesso ai danni dello Stato sovrano italiano) e dalla rilevantissima gravità del danno patrimoniale provocato
Standard & Poor's Attesa decisione gup se si va a processo
TRANI – Il gup di Trani Angela Schiralli deciderà domani se prosciogliere o rinviare a giudizio sei imputati tra manager e analisti di Standard & Poor's e ad altri due dell’agenzia Fitch, accusati di manipolazione del mercato aggravata dalla 'rilevante offensività (perchè il reato è commesso ai danni dello Stato sovrano italiano) e dalla rilevantissima gravità del danno patrimoniale provocato.

Le due udienze preliminari, in cui sono imputate anche le due società, sono parallele: in quella a carico di S&P, dove il pm Michele Ruggiero ha chiesto nella scorsa udienza i rinvii a giudizio, sono previste le repliche delle parti; in quella a carico di Fitch è prevista invece la discussione che si concluderà, a meno di colpi di scena, con la richiesta del pm di rinviare a giudizio gli imputati. Le accuse fanno riferimento ai report emessi tra il 2011 il 2012 sull'affidabilità del sistema creditizio e sul declassamento del rating dell’Italia.

Per Standard & Poor's rischiano il rinvio a giudizio Deven Sharma, presidente mondiale di S&P Financial Service dal 2007 al 23 agosto 2011; Yann Le Pallec, responsabile per l'Europa-Londra, e gli analisti del debito sovrano: Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer. Al sesto imputato, David Pearce, legale rappresentante di S&P-Londra, viene contestata la responsabilità amministrativa della società. Manager e analisti di S&P sono accusati di aver fornito "intenzionalmente" ai mercati finanziari – tra maggio 2011 e gennaio 2012 – quattro report contenenti informazioni tendenziose e distorte sull'affidabilità creditizia italiana e sulle iniziative di risanamento e di rilancio economico adottate dal governo italiano, "per disincentivare – secondo l’accusa - l'acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così, il valore".

L’ultimo report sotto accusa è quello con cui S&P, il 13 gennaio 2012, decretò il declassamento del rating dell’Italia di due gradini (da A a BBB+). Per Fitch sono imputati David Michael Willmoth Riley, capo rating sovrano della sede di Londra, e il responsabile legale Trevor Pitman, per la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Per Fitch gli imputati sono accusati di aver rilanciato – dal 10 al 18 gennaio 2012 – "indebiti annunci preventivi di imminente declassamento" dell’Italia, mai decretato ufficialmente dell’agenzia Fitch fino al 27 gennaio 2012, "così divulgando a mercati aperti informazioni che dovevano restare riservate, concretamente idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo degli strumenti finanziari". Sempre per Fitch viene ipotizzato anche l’abuso di 'prestazione d’operà essendo l’agenzia legata al ministero dell’Economia in forza di un contratto di fornitura del servizio pubblico di rating in relazione alle emissioni di titoli di debito della Repubblica Italiana.

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