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Grottelline, è giallo per i rifiuti tombati

di COSIMO FORINA
SPINAZZOLA - Parte il “gioco a scaricabarile” da parte della Regione nei confronti del Comune di Spinazzola sui rifiuti “tombati”. L’8 ottobre 2014 i dirigenti regionali degli uffici Bonifica e Pianificazione del servizio Ciclo dei Rifiuti e Bonifica dell’assessorato retto da Lorenzo Nicastro hanno scritto al sindaco Nicola Di Tullio e all’Arpa chiedendo che il Comune provveda ad assumere immediatamente interventi necessari a tutela della salute pubblica
Grottelline, è giallo per i rifiuti tombati
di Cosimo Forina

SPINAZZOLA - E per le cave di Grottelline nuovo giallo o quasi.Parte il “gioco a scaricabarile” da parte della Regione nei confronti del Comune di Spinazzola sui rifiuti “tombati”. L’8 ottobre 2014 i dirigenti regionali degli uffici Bonifica e Pianificazione Giovanni Scanicchio e Giovanni Campobasso del servizio Ciclo dei Rifiuti e Bonifica dell’assessorato retto da Lorenzo Nicastro hanno scritto al sindaco Nicola Di Tullio e all’Arpa chiedendo che il Comune provveda ad assumere immediatamente: “interventi necessari a tutela della salute pubblica; verificare se la segnalazione del Corpo Forestale dello Stato insiste sulla stessa particella 11 interessata dalle attività di scavo eseguite dalla Tradeco-Cogeam per la realizzazione della discarica dove fu rinvenuta presenza di rifiuti; procedere senza indugi alla rimozione dei rifiuti; accertamento dello stato di qualità effettuando analisi delle matrici ambientali (suolo e superficie, suolo profondo e acque di falda). Questo mentre è in corso il braccio di ferro tra Comune e Regione sul no alla discarica a Grottelline.

Dai dirigenti regionali dopo le polemiche dei mesi scorsi alimentate da Nicastro, si continua ad insistere nel mettere in correlazione i rifiuti urbani rinvenuti durante i lavori della discarica nel 2008, riconducibili all’ordinanza sindacale del 95 a firma dell’allora sindaco Michele D’Ercole con quelli scoperti nel 2014 dal Corpo Forestale dello Stato su mandato della Procura Antimafia di Bari, pm Nitti. Solo perché ritrovati nella stessa particella, ma non nello stesso punto.

Ma c’è di più, gli stessi rifiuti urbani di certo non avrebbero dovuto più trovarsi a partire dal 96 nella cava di Grottelline perché lo stesso sindaco Michele D’Ercole, il quale aveva fatto usare quelle cave in una situazione di emergenza durata pochi mesi, aveva ordinato alla Tradeco che gestiva la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Spinazzola, al proprietario delle particelle 11-143 Carlo Columella patron della Tradeco, con altre ordinanza di rimuoverli, bonificare l’area e trasferirli nella discarica di Andria. Decreti notificati alla stessa Regione ma non riportati negli atti di addebito ad adempiere ora per il Comune di Spinazzola.la vicenda Nel 2006 Nichi Vendola firma il contratto di concessione alla Gogeam-Tradeco (Gruppo Columella per la Tradeco, al 51 per cento Marcegaglia SpA e 49 per cento Cisa Spa). Il 14 aprile 2008 i lavori si fermano per la scoperta dei rifiuti urbani. Viene convocato in Regione negli stessi uffici che ora scrivono un tavolo tecnico per operare la bonifica dei rifiuti sotto lecita dell’ing. Carmine Carella direttore dei lavori. Tutti i sindaci dell’Ato Ba/4 per il fermo si dimisero in massa perché costretti a pagare enormi esborsi per il trasporto dei rifiuti in altre discariche, quella delle Lamie di Altramura, gestita dalla Tradeco era stata chiusa. A settembre 2010 un testimone racconta che nella particella 11 erano stati occultati rifiuti pericolosi in particolare ospedalieri.La Procura di Trani, pm Michele Ruggiero dispone il secondo sequestro delle cave di Grottelline. (il primo era arrivato il 23 agosto 2008 per difformità e rischio al patrimonio archeologico nazionale costituito dal sito Neolitico scoperto dall’Università di Pisa).

Indagini della ricerca dei rifiuti pericolosi furono affidate ai carabinieri del Noe, i quali pur adoperando un escavatore però non rinvennero nulla. A questo punto la Procura di Trani chiede il dissequestro dell’area, dichiara il testimone inattendibile e riconsegna la disponibilità delle cave alla Tradeco-Cogeam.

Dopo quattro anni, giugno 2014, i rifiuti di natura speciale e pericolosi seppelliti a 10 metri di profondità, saltano fuori a tonnellate grazie agli uomini del Corpo Forestale dello Stato nel punto indicato proprio dal testimone. Il quale non potrà più ricevere degna riabilitazione in quanto di recente scomparso a causa di un male incurabile. Aveva raccontato il vero.il tavoloBreve passo indietro. 7 giugno 2012, dopo la segnalazione del testimone, la Regione convoca altro tavolo tecnico e chiede al Comune di Spinazzola di bonificare l’area dai rifiuti urbani che collega all’ordinanza di D’Ercole. Ma già nel 2008 nella particella 11 un enorme cumulo a forma di cono veniva rimosso, mentre nella parte soprastante arrivavano migliaia di metri cubi di terreno sotto i quali a 10 metri di profondità il Corpo Forestale dello Stato scopre i rifiuti pericolosi tombati, dopo aver rivoltano la zona come un calzino.Quale quindi la relazione tra i rifiuti Rsu che la Tradeco avrebbe dovuto rimuovere, bonificando l’area e quelle rinvenuti nel 2014?

Praticamente nessuna. In tanto per la lettera arrivata dalla Regione nel Palazzo di Città si sta pensando di rimettere tutto nelle mani della Procura.

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