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Incassava 2 e spendeva 3 Andria, beni per 100 milioni sequestrati a imprenditore

ANDRIA - I carabinieri hanno eseguito un decreto di sequestro di beni, per un valore di 100 milioni di euro, emesso dalla Sezione misure di prevenzione della Procura di Trani. I sigilli riguardano un'industria manifatturiera di calzature, prodotte anche su commissione di noti marchi nazionali, due società di investimento immobiliare, due società che gestiscono il commercio e l'esportazione all'estero di calzature con punti vendita al dettaglio ad Andria, Bitonto (Bari), Foggia e Gallipoli (Lecce), una villa, quattro appartamenti, nove immobili ad uso commerciale, 42 conti correnti presso 20 istituti di credito e 18 auto (tra cui un Porsche Panamera). I beni sono tutti riconducibili ad un noto imprenditore di Andria. Dal 1991 al 2009 ha speso tre e ha incassato due milioni: come ha accumulato un patrimonio 50 volte tanto?
Incassava 2 e spendeva 3 Andria, beni per 100 milioni sequestrati a imprenditore
ANDRIA - Dal 1991 al 2009 ha speso quasi tre milioni e mezzo di euro a fronte di poco più di 2 milioni di euro dichiarati: è uno dei dati che emerge nell’ambito delle indagini che oggi hanno portato al sequestro di beni per 100 milioni compiuto dai carabinieri di Bari nei confronti di un imprenditore del settore calzaturiero di Andria.

I carabinieri del Reparto operativo di Bari hanno passato al setaccio la vita dell’imprenditore e del suo nucleo familiare, risalendo fino agli anni 90. "Prima di questa data non è stato possibile rintracciare redditi significativi", riferiscono gli investigatori. I redditi, ufficiali e non, sono apparsi sin da subito incompatibili con un patrimonio complessivo stimato in 100 milioni di euro circa.

Da qui l’immediata richiesta dei provvedimenti di sequestro ai quali seguirà una ulteriore valutazione da parte del Tribunale di Trani per arrivare alla confisca definitiva, che, se adottata, comporterà l’acquisizione di tutti i beni da parte dello Stato.

Un sequestro che non comporta alcun rischio per i lavoratori, in quanto le società sequestrate potranno continuare a operare sotto la guida di un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale.

I sigilli, emessi dalla beni, per un valore di 100 milioni di euro, emesso dalla Sezione misure di prevenzione della Procura di Trani.

I sigilli riguardano un'industria manifatturiera di calzature, prodotte anche su commissione di noti marchi nazionali, due società di investimento immobiliare, due società che gestiscono il commercio e l'esportazione all'estero di calzature con punti vendita al dettaglio ad Andria, Bitonto (Bari), Foggia e Gallipoli (Lecce), una villa, quattro appartamenti, nove immobili ad uso commerciale, 42 conti correnti presso 20 istituti di credito e 18 auto (tra cui un Porsche Panamera). I beni sono tutti riconducibili ad un noto imprenditore di Andria.

La misura è stata adottata ai sensi del 'Codice antimafià, che prevede il sequestro e la successiva confisca di beni accumulati illecitamente da soggetti ritenuti socialmente pericolosi o che abbiano evidenziato un tenore di vita sproporzionato rispetto al reddito dichiarato. 

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