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«Troppe barricate» il sindaco di Canosa rassegna le dimissioni

di ANTONIO BUFANO
CANOSA DI PUGLIA – Il sindaco di Canosa di Puglia, Ernesto La Salvia, eletto a capo di una maggioranza di centro sinistra a maggio del 2012, ha rassegnato le dimissioni e, ieri sera, ha protocollato a palazzo di città una lettera indirizzata al presidente del consiglio comunale, inviata in copia anche al prefetto e al segretario generale del comune. Se non ci ripenserà entro venti giorni, i canosini dovranno eleggersi un nuovo sindaco e un nuovo consiglio comunale
«Troppe barricate» il sindaco di Canosa rassegna le dimissioni
di ANTONIO BUFANO

CANOSA - Colpo di scena (ma non tanto) in piena crisi amministrativa: il sindaco Ernesto La Salvia si è dimesso. Lo ha fatto all’incirca dodici ore prima (alle 20.30 di lunedi 29) della riunione del consiglio comunale, convocato per approvare il bilancio di previsione e per discutere su argomenti di profonda incidenza sulla qualità della gestione della cosa pubblica.Doveva essere anche la certificazione della conclusione dello stallo amministrativo aperto l’8 settembre scorso dalle dimissioni dei due assessori del Pd, Pietro Basile e Giovanni Quinto. Ma, anziché prospettare la soluzione alla crisi, il primo citatdino ne ha preso atto, dimettendosi. Se non ci ripenserà entro venti giorni, i canosini dovranno eleggersi un nuovo sindaco e un nuovo consiglio comunale.

Seduta deserta - La seduta dell’assemblea cittadina è andata deserta. Al primo appello delle 8, solo quattro consiglieri (Filippone, Sinesi, Landolfi e Matarrese) hanno risposto «presente», col presidente del consiglio Di Fazio. La riunione, per mancanza del numero legale, è slittata alla seconda convocazione, fissata per lunedi 6 ottobre, alle 19.Ma cosa ha spinto il sindaco La Salvia, che davano per “tranquillissimo”, a presentare le dimissioni nel corso di una infuocata riunione, che è servita soltanto ad allargare le ferite nella maggioranza?Le motivazioni La motivazione ufficiale sta nella lettera depositata all’ufficio protocollo del Comune, che recita così: «Sono state ufficializzate, in data 8/9/2014, le dimissioni - sottolinea La Salvia - del vicesindaco Pietro Basile e dell’assessore Giovanni Quinto. Inusuali nella formula e nella comunicazione con le altre forze politiche, hanno squarciato il velo su una problematica ben lontana dalla soluzione dei problemi nei quali l’Amministrazione si trova e altrettanto lontana dalla completa attuazione del programma con il quale ci siamo presentati all’elettorato nel 2012. I distinguo e le barricate politiche ci sono sempre state ma la maniera per risolverle, l’unica ammissibile e costruttiva, è il confronto fra le parti».

Manca il dialogo - «Il dialogo - prosegue sempre il sindaco dimissionario - deve generare strategie che condividano prima di tutto gli obiettivi e quindi le metodologie per raggiungerli: senza dialogo non c’è obiettivo che tenga. E tutti i tentativi di ricomposizione naufragano miseramente di fronte a nuovi e radicali e ulteriori distinguo da parte di altre forze di maggioranza in un gioco allo sfascio che pare non avere fine. E del quale non voglio avere ulteriore responsabilità nell’unico interesse dei cittadini canosini». nuovi ruoliLa conclusione (in maiuscolo, come nel comunicato diffuso ieri attorno alle 13.30 dall’ufficio stampa del comune): «Per queste ragioni convinto della necessità di rivisitazione dei ruoli, avuta conferma della scarsa comprensione, pur certo di aver profuso tutto il mio impegno, rimetto nelle mani del consiglio comunale il mio mandato di sindaco».

La Salvia ha «gettato la spugna» sopraffatto dalla «scarsa comprensione» dimostrata dalle forze politiche alleate, impegnate «in un gioco allo sfascio che pare non avere fine», anziché nella ricerca di strategie utili all’attuazione del programma presentato all’elettorato, che passano unicamente attraverso il dialogo.«obbligare al dialogo»«Ed a volte – a parere del sindaco - “obbligare al dialogo” è strumento indispensabile».Resta da capire perché di tutta la lettera di dimissioni formalizzata lunedì sera, La Salvia ieri mattina abbia diffuso solo un sintetico «estratto», senza la «premessa» sulle dimissioni del vicesindaco Pietro Basile e dell’assessore Gianni Quinto. Mah!

Se riavvolgiamo il nastro delle due crisi amministrative (questa ancora aperta e quella della primavera scorsa), possiamo renderci conto che sono state entrambe scatenate proprio dalla mancanza di dialogo e, a volte, di fiducia nell’operato dei partners di governo. Ora che i nodi sono ritornati al pettine e sono più voluminosi di quelli della scorsa primavera, diventa più difficile scioglierli. Proprio perché è continuato a mancare quel dialogo, senza del quale “non c’è obiettivo che tenga”».

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