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Quel panfilo da sogno inguaia l’imprenditore

di ANTONELLO NORSCIA
TRANI - L’imprenditore, l’amico commercialista ed il “faccendiere”. Tutti sarebbero stati impegnati ad occultare il nero derivante dalle somme non dichiarate nei rogiti notarili per la vendita di immobili. E tutti rinviati a giudizio dal gup del Tribunale di Trani per l’inchiesta “Off Shore”, costola dell’inchiesta “Paradisi Perduti” sulle vagonate di quattrini sfuggiti ad imposizione fiscale nelle compravendite immobiliari. Il processo inizierà il 19 novembre
Quel panfilo da sogno inguaia l’imprenditore
di ANTONELLO NORSCIA

TRANI - L’imprenditore, l’amico commercialista ed il “faccendiere”. Tutti sarebbero stati impegnati ad occultare il nero derivante dalle somme non dichiarate nei rogiti notarili per la vendita di immobili. E tutti rinviati a giudizio dal gup del Tribunale di Trani per l’inchiesta “Off Shore”, costola dell’inchiesta “Paradisi Perduti” sulle vagonate di quattrini sfuggiti ad imposizione fiscale nelle compravendite immobiliari.Ieri il giudice del Tribunale di Trani Lorenzo Gadaleta, nella vesta di giudice per l’udienza preliminare (per varie ragioni i gup effettivi non potevano pronunciarsi) ha rinviato a giudizio l’imprenditore edile Antonio Chiarazzo, 66 anni, il consulente contabile di fiducia Raffaele Palmieri, 54 anni, entrambi barlettani, ed il 56enne “faccendiere” milanese ma residente Londra Marco Acquistapace.

Il processo a loro carico inizierà davanti al Tribunale collegiale di Trani il 19 novembre.

Con la richiesta di rinvio a giudizio il pubblico ministero Ruggiero contestò a Chiarazzo il reato di trasferimento fraudolento di valori sancito dalla legge n.356/92 mentre a Palmieri e ad Acquistapace il concorso in riciclaggio.

Ruggiero è lo stesso pm dell’inchiesta “Paradisi Perduti” che il 3 febbraio sfociò nella sentenza di condanna di primo grado del giudice Francesco Messina a carico di 6 imprenditori edili barlettani accusati di presunta evasione fiscale. Tra loro ci fu lo stesso Chiarazzo, ovviamente per contestazioni diverse da quelle del secondo procedimento.

Per quanto ricostruì l’indagine condotta dall’allora comandante della Guardia di Finanza di Barletta Giulio Leo cui subentrò il col. Giuseppe Cardellicchio, Acquistapace sarebbe stato la “lavatrice”, attraverso la società ad hoc Silver Trend Ltd, di cospicui guadagni a nero di Chiarazzo per l’acquisto, almeno nelle intenzioni, di una nuova barca: “Nadara 78”, un panfilo di 23 metri di lunghezza commissionato ad un cantiere di Massa.

Fu per questa circostanza che l’indagine-bis a carico di Chiarazzo fu battezzata “Off Shore”. Il 20 giugno 2013 l’inchiesta sfociò nel decreto di sequestro preventivo per 1 milione e 120mila euro del giudice per le indagini preliminari Luca Buonvino. All’effettivo atto del sequestro la Guardia di Finanza riuscì a bloccare una somma inferiore sui conti correnti bancari riconducibili all’imprenditore edile: circa 300mila euro. Per l’accusa Palmieri ed Acquistapace avrebbe compiuto operazioni “volte a sostituire denaro provento di evasione fiscale di Chiarazzo con un nuovo bene (la lussuosa barca) intestato fittiziamente alla società inglese; ostacolando così l’identificazione della provenienza delittuosa delle somme di denaro impiegate nell’acquisto del bene di lusso”.

Dunque, come fu evidenziato dalla Procura in occasione della conferenza stampa successiva al sequestro, il “nero” costituito dalle maggiori somme non indicate nei rogiti sarebbe dovuto pur finire da qualche parte ma occorreva fare le cose per bene ed avvalersi di gente “qualificata”. Perché il lusso andava goduto ma non intestato. Per non destare facili sospetti e far immediatamente emergere cioè che nei rogiti delle vendite immobiliari era stato abilmente sommerso, facendosi versare in contanti ed a nero il maggior prezzo imposto agli acquirenti.

Dunque escamotage giuridici, soggetti di comodo e la via d’oltremanica. Al cuore di Londra a società del “faccendiere italiano” il cui core-business sarebbe stato “ripulire il nero” occultando e proteggendo l’effettivo proprietario del bene di lusso, provento dei guadagni non dichiarati e dunque non tassati.

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