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Cede costone a Canosa speleologo tratto in salvo

di GIANPAOLO BALSAMO
CANOSA - Durante attività di esplorazione di una grotta, sei speleologi del gruppo Vesperitilio di Bari sono stati investiti da un pezzo di costone: uno di loro, un 42enne di Casamassima, è rimasto intrappolato. Tratto in salvo con un'operazione di elisoccorso: se la caverà in qualche settimana (nella foto, il corpo issato col verricello)
Cede costone a Canosa speleologo tratto in salvo
GIANPAOLO BALSAMO
CANOSA - «Quel masso staccatosi dalla roccia avrebbe potuto ucciderlo. Il nostro intervento, insieme a quello degli altri soccorritori, è stato tempestivo. Eravamo pronti ad utilizzare anche l’esplosivo per liberare lo speleologo rimasto intrappolato in quella grotta. È salvo per miracolo». Il racconto concitato è di William Formicola, delegato della settima zona del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico Cnsas Puglia che, ieri pomeriggio, insieme ad altri tecnici del soccorso, e con il personale del Corpo Forestale dello Stato, sono intervenuti nelle campagne tra Canosa e Minervino, in contrada «Murgetta».

Qui, poco dopo le 14, sei speleologi del «Gruppo Speleologico Vespertilio» di Bari erano impegnati in un’attività di esplorazione e studio all’interno di una grotta orizzontale non ancora recensita. Ma, appena entrati nella cavità, un grosso masso si è staccato dalla roccia ed è venuta giù parte della volta. Alcuni sono riusciti subito a risalire e mettersi in salvo. Per Francesco Narciso, 42enne di Casamassima, invece, non c’è stato nulla da fare. Il grosso masso lo ha completamente sovrastato ed è rimasto incastrato all’interno della cavità.I colleghi speleologi che nulla hanno potuto per liberarlo, hanno così dato immediatamente l’allarme e sul posto sono intervenuti i carabinieri delle stazioni di Minervino e Canosa, personale medico del 118 ed i vigili del fuoco di Barletta. Non solo.

Prontamente allertati, sul posto è entrato in azione un gruppo di una ventina di tecnici del soccorso del Cnsas che, addestrati alle operazioni di salvataggio e primo soccorso, sono riusciti a liberare lo sfortunato speleologo. Il ferito, sistemato su una barella e tirato su con il verricello, con un elicottero del Corpo Foorestale delo Stato è stato poi trasferito nell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rodondo.

«La macchina dei soccorsi ha funzionato alla perfezione - ha spiegato William Formicola - La sinergia tra i diversi Corpi intervenuti è stata eccellente. Sul posto, grazie all’ausilio degli elicotteri del Vigili del Fuoco e del Corpo Forestale dello Stato, è intervenuto anche il nostro personale sanitario (un medico ed un infermiere) che ha prestato le prime cure al malcapitato. In ogni caso, se non si fosse riusciti a liberarlo manualmente, eravamo pronti ad utilizzare l’esplosivo».

Francesco Narciso, trasportato in codice verde, ha rimediato solo una lieve frattura alla spalla. Se la caverà in poche settimane.

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