Cerca

Discarica a Grottelline convocata nuova conferenza di servizi

di COSIMO FORINA
SPINAZZOLA - Grottelline ultimo atto? E chi può affermarlo dopo i tanti colpi di scena in undici anni di questa paradossale storia legata alla ipotetica costruzione di un immondezzaio e di impianti per il trattamento dei rifiuti nel bel mezzo di un sito di interesse archeologico, naturalistico, ambientale. Già, sono passati proprio undici anni dalla firma apposta dal Governatore Nichi Vendola
Discarica a Grottelline convocata nuova conferenza di servizi
di COSIMO FORINA

SPINAZZOLA - Grottelline ultimo atto? E chi può affermarlo dopo i tanti colpi di scena in undici anni di questa paradossale storia legata alla ipotetica costruzione di un immondezzaio e di impianti per il trattamento dei rifiuti nel bel mezzo di un sito di interesse archeologico, naturalistico, ambientale. Già, sono passati proprio undici anni dalla firma apposta dal Governatore Nichi Vendola nella veste di commissario all’emergenza ambientale con cui si assegnava all’Ati Tradeco-Cogeam (Gruppo Columella per la Tradeco, al 51% Marcegaglia SpA e 49 % Cisa Spa) il futuro di un lembo di territorio che ora tutti vorrebbero salvaguardare sino ad aver dato vita ad una raccolta di firme per indicarlo come “Luogo del Cuore”, per farne un Parco con tutti i vincoli a difesa che questo comporta. Su “Grottelline” e la sua “protezione”, sulla inutilità di costruire proprio li una discarica ci sono ora proprio tutti, da destra a sinistra, da chi ha sempre osteggiato lo scempio e chi ne ha votato con tutte le varianti la localizzazione.

Una di quelle ammucchiate dove si fa persino difficile, per chi è ignaro delle responsabilità dirette, a distinguere chi sono i primi e chi i secondi, tanto si è impegnati a mimetizzarsi e riproporsi nella salvaguardia del sito. Ed intanto, mentre ognuno tenta, alcuni davvero maldestramente ed in modo ridicolo, di piantare la propria bandiera, ecco arrivata la convocazione per mercoledì 17 settembre, alle 10, nell’assessorato regionale all’ambiente, a Bari, della conferenza di servizi per la procedura di sistemazione del canale adiacente alle cave. Ovvero tra il sito Neolitico e le cave dove si è creato un lago, che prevede la manomissione di una lama da dove si accede alla chiesa rupestre a croce greca con cinque absidi.

Procedura quella del prossimo 17 settembre dove si dovranno valutare le prescrizioni del comitato tecnico della VIA, le varianti proposte dall’azienda, l’adeguatezza delle prescrizioni, le osservazioni di Legambiente e Lipu sulla non idoneità totale del sito e non di una sola parte, di già contro dedotte dai tecnici dell’Ati Tradeco-Cogeam. Una chiamata corposa, ben 130 pagine, da cui ci si è guardati bene, stando ad una prima veloce lettura, di riportare le ultime inchieste giudiziarie legate al sito di Grottelline condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, pm Renato Nitti, affidate al Comando Corpo Forestale dello Stato che hanno portato ad un nuovo sequestro e ritrovamento di rifiuti tombati, non è dato sapere ancora di quale natura, in alcune delle particelle interessate dal progetto. In compenso però nell’allegato ci sono copia dei primi sequestri e dissequestri legati ad altre indagini della Procura di Trani.

Gran brutta storia quella di “Grottelline”, dove si è registrato di tutto, non ultime le prese di posizioni dell’assessore all’ambiente Lorenzo Nicastro e le perplessità dello stesso governatore Vendola, oltre alle intercettazioni ovviamente che riconducono alle inchieste sulla Sanità pugliese. Ed ancora faldoni spariti, memoria del computer della regione volatilizzata che conteneva i dati di Grottelline e tanto, ma tanto altro. Ora si riparte dopo la pausa estiva. Ci vorrà qualche giorno per capire se al tavolo di concertazione dove sembra non dovrebbe mancare proprio nessuno, dall’Autorità di Bacino Puglia e Basilicata, provincia Bat, Soprintendenza, Aro 2, Oga Bat, Parco dell’Alta Murgia, i vari settori tecnici della Regione, Commissario Delegato ed ovviamente la Cogeam, tutte le emergenze di questi anni avranno spazio nella discussione. Oppure ci si limiterà, come già successo nel passato ad approvare a piccoli passi un progetto che a detta di molti fa acqua da tutte le parti. Come quella che copiosa entra nelle cave da ogni dove.

Ci sarà modo di approfondire nei prossimi giorni e magari registrare la reazione dei cittadini di Spinazzola destati dal loro atavico immobilismo e dalle solite patacche delle rassicurazioni e scesi in piazza di recente per ribadire il “No” alla discarica. Si vedrà se l’amministrazione Comunale guidata dal sindaco Nicola Di Tullio si aprirà al confronto con i cittadini o con un consiglio comunale monotematico, oppure preferirà sedere al tavolo forte del suo ruolo decidendo per tutti. Questo come noto è un affare che puzza, non solo in senso lato, i cui responsabili non sono solo da ricercare in quelli che indicarono il sito nel lontano 1990, una amministrazione Pci-Dc, ma soprattutto in cui da ultimo non ha mai mosso un dito per proteggere un angolo del territorio dove la Storia, la maiuscola è voluta, è tanto vera quanto palpabile, ma dove vorrebbero metterci le mani e la immondizia in pochi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400