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«Guarito da mons. Dimiccoli» Al via inchiesta diocesana

di RINO DALOISO
BARLETTA - La notizia è stata sottolineata da monsignor Giovan Battista Pichierri, arcivescovo di Trani, Barletta e Bisceglie, sul finire dell’omelia della messa celebrata per i 90 anni della fondazione dell’oratorio San Filippo Neri, nel quartiere Sette frati: «È al vaglio della Chiesa la guarigione di un cittadino brasiliano, inspiegabile a prima vista secondo le attuali conoscenze mediche»
«Guarito da mons. Dimiccoli» Al via inchiesta diocesana
di RINO DALOISO

BARLETTA - La notizia è stata sottolineata da monsignor Giovan Battista Pichierri, arcivescovo di Trani, Barletta e Bisceglie, sul finire dell’omelia della messa celebrata per i 90 anni della fondazione dell’oratorio San Filippo Neri, nel quartiere Sette frati: «È al vaglio della Chiesa la guarigione di un cittadino brasiliano, inspiegabile a prima vista secondo le attuali conoscenze mediche. Il fedele, ammalato terminale, si era affidato all’intercessione di monsignor Raffaele Dimiccoli per invocare la guarigione al Signore».
Un fremito ha percorso il cortile dell’oratorio: se quella guarigione dovesse essere riconosciuta soprannaturale dalla Chiesa, potrebbe consolidarsi fino a diventare realtà la possibilità che «don Raffaele» sia proclamato santo, dopo essere dichiarato venerabile il 12 gennaio 2012 con decreto del cardinale Angelo Amato su mandato del 27 giugno 2011 a firma di papa Benedetto XVI.

Ma come ha fatto un fedele dall’altra parte dell’Oceano Atlantico ad affidarsi all’intercessione di Don Raffaele Dimiccoli, il direttore dell’oratorio fondato nel 1924, nell’allora quartiere del macello, a Barletta, il prete che per i poveri impiegò tutti i suoi averi? L’Arcidiocesi ha un consolidato rapporto missionario con la parrocchia di Santa Helena, nella diocesi di Maranhao, in Brasile. E lì (anche grazie ad una sua biografia e a un fumetto opportunamente tradotti) ora sono in molti a conoscere la vita e le «virtù eroiche» di mons. Dimiccoli, sacerdote in «terra di missione» nella natìa Barletta nella prima metà del Novecento fino alla sua scomparsa, avvenuta nell’aprile 1956. Sulla guarigione dovrà indagare innanzitutto don Sabino Lattanzio, prevosto di San Giacomo a Barletta, postulatore della causa di beatificazione di monsignor Dimiccoli.

«L’intera Chiesa diocesana di Trani-Barletta-Bisceglie non ha mai mancato nel tempo di tributargli svariati segni di riconoscenza - ha sottolineato qualche tempo fa mons. Lattanzio -. Si pensi solo al bellissimo messaggio diffuso dall’arcive - scovo mons. Reginaldo Giuseppe Maria Addazi, ad appena un mese dalla morte del nostro Venerabile, “Bolla di canonizzazione” ante litteram. Barletta che gli ha dato i natali e ha usufruito maggiormente del suo instancabile e disinteressato ministero sacerdotale, oltre a dedicare scuole, vie, oratori a questo apostolo dell’infanzia e della gioventù, ha voluto anche intestargli il nuovo ospedale civile, inaugurato nel 2004, grata alla particolare attenzione che mons. Dimiccoli ebbe nei confronti degli ammalati e dei sofferenti». Quell’attenzione che evidentemente non ha mai dismesso, neanche superando i vincoli dell’esistenza terrena.

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