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Lana col marchio Murgia dal 2012 raccolta triplicata

BARI - Da 4 a 100 aziende aderenti in un paio d’anni e una raccolta di lana da pecora più che tripla rispetto a quella preventivata nel 2012. Anche così una comunità locale, che rischiava di perdere una delle sue vocazioni, risorge. E risorge grazie a un filone di economia che tutti ritenevano esaurito e nel quale invece il parco nazionale dell’Alta Murgia, insieme agli imprenditori della zootecnia dei 13 comuni aderenti al parco, ha creduto
Lana col marchio Murgia dal 2012 raccolta triplicata
BARI - Da 4 a 100 aziende aderenti in un paio d’anni e una raccolta di lana da pecora più che tripla rispetto a quella preventivata nel 2012. Anche così una comunità locale, che rischiava di perdere una delle sue vocazioni, risorge. E risorge grazie a un filone di economia che tutti ritenevano esaurito e nel quale invece il parco nazionale dell’Alta Murgia, insieme agli imprenditori della zootecnia dei 13 comuni aderenti al parco, ha creduto. Così la lana di pecora murgiana, che solo poco più di 24 mesi era un costo perché avviata in discarica come rifiuto, diventa occasione di profitto.

Un esempio di come si ricostruisce una filiera produttiva. Facendo sistema: l’ente parco, le aziende nel frattempo consorziate in «Murgia viva» la «Wool company», impresa di Biella, in Piemonte, che acquista e trasforma la lana murgiana. Le cifre: nel 2012, all’avvio dell’accordo Murgia-Wool company, le previsioni parlavano di una possibile raccolta di lana di 16 tonnellate annue, che invece quest’anno supereranno le 54, con un incremento del 35% rispetto al 2013 (circa 41 tonnellate). L’evidente aumento quantitativo è coinciso anche con l’aumento della qualità del prodotto. Conseguentemente ne ha beneficiato anche il rendimento ottenuto dall’immissione sul mercato.

«Il progetto Partnersheep - dichiara il presidente dell’Ente Parco, Cesare Veronico - è la conferma della forza di un “sistema-Murgia” che è in grado, quando vede aziende e istituzioni alleate, di far fruttare al meglio un investimento pubblico. Nel nostro caso meno di 39mila euro. A testimonianza del valore del progetto e della sua replicabilità, vi sono alcune aree naturali protette italiane impegnate nell’elaborazione e nella riproposizione del modello elaborato nell’Alta Murgia. Facciamo scuola partendo dal recupero delle tradizioni: un importante volano per il rilancio dell’economia rurale».

Prossimo obiettivo l’organizzazione di un primo itinerario di filiera corta da chiudersi tutto sull’Alta Murgia con la produzione di prodotti finiti, quali gadget e filati, 100% made in Murgia.

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