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Beppe Fiorello a Trani fra risate e tanta maestria C’è Renzo Arbore a Ostuni

di COSIMO DAMATO
TRANI - Beppe Fiorello Beppe sarà l’ultimo ospite dei fortunati Talk del Trani International Festival, attesissimo il prossimo lunedi 18 agosto in piazza Quercia. La conversazione sarà condotta dal brillante Fabrizio Corallo (i talk sono ideati dai con-direttori artistici Fisfola-Carbutti, con la consulenza artistica del Circolo Dino Risi di Trani e la regia organizzativa dell’Associazione Corte Sveva Onlus di Andria)
Beppe Fiorello a Trani fra risate e tanta maestria C’è Renzo Arbore a Ostuni
di Cosimo Damato

TRANI - L’importanza di chiamarsi Beppe. Non è semplice avere un cognome importante, essere il fratello del più grande showman italiano, in cui convivono genio ed improvvisazione da Arbore a Proietti, insomma non è facile chiamarsi Fiorello e se fino a un decennio fa Beppe Fiorello era il fratello di Rosario Fiorello oggi è Rosario Fiorello ad essere il fratello di Beppe Fiorello. Eh si, Beppe è riuscito a sdoganarsi ed imporsi al pubblico reinventandosi e facendo crescere in lui personaggi che hanno saputo poi parlare e conquistare il cinema. Mai banale, ha riconsegnato alla fiction quella dignità artistica che ci ha riportato indietro negli anni, ai grandi sceneggiati degli anni settanta quando recitare in televisione era come andare in scena a teatro, e Beppe ne ha raccontato di storie con il suo volto, la sua fisicità e soprattutto con la sua voce.

Già la voce, quella che ci ha commosso quando ha vestito i panni del nostro Domenico Modugno, nonostante la leggerezza favolistica della sceneggiatura Beppe è riuscito a rendere credibile il suo personaggio, in un grande ed unico atto ruminante che sono i grandi attori, di memoria costiana, riescono a regalare. Beppe sarà l’ultimo ospite dei fortunati Talk del Trani International Festival, attesissimo il prossimo lunedi 18 agosto in piazza Quercia, la conversazione sarà condotta dal brillante Fabrizio Corallo (i talk sono ideati dai con-direttori artistici Fisfola-Carbutti, con la consulenza artistica del Circolo Dino Risi di Trani e la regia organizzativa dell’Associazione Corte Sveva Onlus di Andria).

Quindi Fiorello oramai è Modugno, certo sarà difficile ora staccarsi di dosso quel personaggio, ma forse è meglio così, ci piace pensare che Mimì sia ancora con noi, ci piace quella passione con coi Beppe Fiorello ha saputo ricucirsi quella giacca azzurra potendo liberare braccia e voce al blu in un groviglio di emozioni vere, quelle che “fanno scatenar tempeste”, direbbe Alda Merini. Beppe dono la fiction ha portato la musica e la vita di Modugno anche a teatro in scena con “Penso che un sogno così...”, dopo il successo italiano lo spettacolo che vede alla regia il sofisticato e felliniano Solari, ora è atteso anche negli Stati Uniti.

Ma c’è da dire che esiste un sottile destino che annida il vissuto di Modugno a quello di Fiorello, tutti e due uomini del Sud, quella Sicilia che in qualche modo scorreva anche nella fantasia di Mimì e che aveva infettato il suo sangue artistico (la siciliana “U pisci spada” è una vera poesia, devastante e spietata la storia quasi noir cantata da un ispirato e melanconico Modugno”). Anche se distanti negli anni, avrebbero potuto essere padre e figlio, sicuramente hanno incrociato gli stessi occhi, le stesse facce, riconosciuto quel sottile dolore nostalgico della terra arsa dal sud, arsa nelle storie, anche nella follia, nella dignità, nell’amarezza dei vari addii, d’amore e non solo fra fughe ed approdi.

Beppe nello spettacolo racconta anche della sua infanzia, cresciuto in qualche modo con le stesse canzoni di Modugno, in una costruzione di un canovaccio quasi alla Calvino, Beppe riscatta suo padre, artista mancato, lo fa rivivere e danzare e cantare insieme a Modugno, tutto è possibile su un palcoscenico, ridisegnare anche sogni con quell’antica e minimale arte povera che è il teatro. E’ struggente il viaggio di Beppe, una sorta di autobiografia non autorizzata che nasce in un flusso di musica e poesia, fotografie in bianco e nero che ci raccontano la grande umiltà, il dono dei grandi valori, una storia minima che diventa storia che racconta una storia attraverso la nostra storia. Beppe grazie a Modugno ha riabbracciato suo padre e riportato il genio creativo di un grande artista alle nuove generazioni donandoci quella “straziante meravigliosa bellezza del creato” per dirla con le parole di Pasolini.

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