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Andria, bimbo di 2 mesi muore in ospedale ma «salva» il gemello

di MARILENA PASTORE
ANDRIA - Nei giorni scorsi un fatto ha attirato l’attenzione della città: un bimbo di due mesi è deceduto all’ospedale Bonomo di Andria, dopo essere stato portato lì dai genitori. Il piccolo non è solo: i genitori portato con sé anche il gemellino. Dallo screening eseguito risulta una malformazione piuttosto rara. Il piccolo viene trasportato e operato al Giovanni XXIII di Bari ed ora è in terapia intensiva
Andria, bimbo di 2 mesi muore in ospedale ma «salva» il gemello
di MARILENA PASTORE

ANDRIA - Incatenati allo stesso destino? Il misterioso legame tra i gemelli è ancora oggi oggetto di studio e di interrogativi. È difficile capire il legame profondo che unisce due vite concepite e venute al mondo nello stesso istante, che condividono lo stesso Dna. Per molti si tratta solo di una questione genetica, per altri di vera e propria empatia.Nei giorni scorsi un fatto ha attirato l’attenzione della città: un bimbo di due mesi è deceduto nella notte tra il 12 ed il 13 agosto all’ospedale Bonomo di Andria, dopo essere stato portato lì dai genitori.

Dopo l’arrivo al Pronto Soccorso, il piccolo viene immediatamente trasferito in reparto di pediatria-neonatologia, dove viene prestata l’assistenza del caso. Dopo tre ore del bambino viene segnalato il decesso.

Il piccolo non è solo: i genitori portano con sé anche il gemellino. «Subito dopo la morte del bambino si è insistito da parte dei medici perché anche sull’altro gemello fossero eseguiti i controlli del caso – afferma il dottor Vincenzo Fortunato, primario dell’unità operativa di Pediatria e Neonatologia del Bonomo – in quanto l’équipe medica ha avuto il sospetto che quello che si era verificato sul piccolo deceduto avrebbe potuto verificarsi anche sul gemello».

Dallo screening eseguito risulta immediatamente che il piccolo ha un restringimento dell’aorta con ipoplasia dell’arco dell’aorta, una malformazione piuttosto rara: «In altri tempi si sarebbe dovuto affidare il piccolo ad un viaggio verso Napoli, ma per fortuna ora la cardiologia pediatrica presente al Giovanni XXIII di Bari ha evitato tutto questo. Il bambino è stato subito trasferito a Bari, è stato curato dai medici e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico il 14 agosto. Ora è in terapia intensiva».

Ma con tutta la diagnostica prenatale a cui le gestanti sono sottoposte, questa malformazione cardiaca non era prevedibile? «Purtroppo – afferma il dottor Fortunato – non tutte le patologie cardiache si manifestano durante la gestazione. Alcune possono manifestarsi non appena il neonato comincia a vivere di vita propria».

Intanto, si attendono gli esiti dell’autopsia sul gemellino deceduto, disposta dalla Procura di Trani per conoscere la causa del decesso. Solo allora si saprà se il suo sacrificio ha probabilmente salvato la vita del fratellino.

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