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Ei fu. Così scomparve il Barletta Jazz Festival

di RINO DALOISO
BARLETTA - Ei fu. Nell’asfittica e sonnacchiosa Estate barlettana 2014, scomparve pure il Barletta Jazz Festival. «Ogni tanto - rievoca alla maniera dei reduci Michelangelo Decorato, pianista, direttore artistico della manifestazione - mi piace ricordare alle persone che amano la buona musica che Barletta per tanti anni è stata la sede di un’importante rassegna. Oggi è tutto finito»
Ei fu. Così scomparve il Barletta Jazz Festival
di Rino Daloiso

BARLETTA - Ei fu. Nell’asfittica e sonnacchiosa Estate barlettana 2014, scomparve pure il Barletta Jazz Festival. «Ogni tanto - rievoca alla maniera dei reduci Michelangelo Decorato, pianista, direttore artistico della manifestazione - mi piace ricordare alle persone che amano la buona musica che Barletta per tanti anni è stata la sede di un’importante rassegna, il Barletta Jazz Festival. Forse molti ricordano i tanti concerti e i tanti nomi internazionali che abbiamo avuto il piacere di ospitare in città».

E via sul filo dei ricordi. «Mi vengono in mente, tra i tanti - continua Decorato - Brad Mehldau, più volte ospitato nella rassegna. E poi Joe Zawinul, qualche mese prima della sua scomparsa. Magnifico fu il concerto del maestro Eddie Palmieri, star indiscussa del Latin Jazz, con un progetto che aveva coinvolto tutte le scuole di ballo del nord barese, portando migliaia di appassionati sulla spiaggia di Barletta. E ancora Joshua Redman, Kurt Rosenwinkell, Michel Camilo, John Scofield, Richard Galliano, Gonzalo Rubalcaba, Dave Holland e il suo magnifico quintetto, Chris Potter e tanti, tantissimi altri nomi altrettanto importanti».la fine del festivalNostalgia canaglia. «Mi ricordo di un giovanissimo e sconosciuto Robert Glasper, oggi acclamata star internazionale. E ancora mi ricordo di una città investita dalla musica, con grandi eventi nell’arena del Castello, concerti minori e jam session in piazza, per le strade, con grande partecipazione della cittadinanza e forte richiamo di appassionati».

E ora? «In molti chiedono che fine abbia fatto quel Festival. Esiste ancora? Credo di sì, vorrei, ma non ne sono più tanto sicuro. È indubbiamente esistito, a fatica, fino all’ultima edizione, l’undicesima, del Natale scorso. Certo, ogni anno è sempre stata una scommessa - continua il direttore artistico del fu Barletta Jazz Festival - ma i primi veri segnali di cedimento (non da affaticamento ma da rassegnazione) si sono avvertiti due anni fa, nel 2012, dopo che a fronte dell’ennesima programmazione ricca di artisti importanti e ad attività organizzative già avviate, la politica locale decise che la promessa di finanziamento (un impegno economico che era stato quantificato per quell’edizione in 12.000 euro) non andava mantenuta per la subentrata crisi e il conseguente commissariamento dell’Amministrazione comunale.

E dire che proprio l’Amministrazione Maffei aveva rinnovato l’invito a organizzare il festival, come di consuetudine, per l’Estate Barlettana. C’erano i permessi per l’utilizzo degli spazi pubblici, per la messa a norma del Castello, spingevano affinché il logo del patrocinio del Comune di Barletta fosse inserito ben in evidenza su tutti i materiali promozionali. Avevano garantito da Palazzo di Città che il contributo sarebbe poi stato inserito al momento opportuno nel bilancio, ma nel documento contabile, approvato con ritardo, la voce Barletta Jazz Festival non fu mai inserita».

LO «SCHERZETTO» DEL 2012 - Uno «scherzetto» mica da poco. «Ad oggi - prosegue Decorato - siamo ancora in attesa di ricevere quel finanziamento, mentre il festival si è svolto regolarmente. Il budget è stato coperto dagli organizzatori che hanno sempre creduto fermamente che gli impegni presi vadano rispettati. Soprattutto da una pubblica istituzione quale è il Comune».Ma non è finita lì. «Al danno si è aggiunta la beffa. Ho scoperto che nella stessa estate 2012 l’amministrazione, ultimo colpo di tosse prima della sua dipartita politica, ha poi elargito migliaia di euro a pioggia per una Notte Bianca con cover band locali pagate quanto il gruppo di Dave Holland, il bassista di Miles Davis ed Herbie Hancock per intenderci , e che noi abbiamo ospitato.

L’Amministrazione con un colpo di coda riuscì ad inserire in bilancio quelle ed altre spese ed altre ancora dello stesso genere e invece si “dimenticò” del già effettuato Barletta Jazz Festival? Perché?». Ah, saperlo! «Ma non basta. Quello fu anche l’anno in cui, a fronte della tanto usurata parola “crisi”, si finanziò addirittura un mini festival jazz parallelo, con un cartellone di musicisti dell’hinterland barese, la cui organizzazione venne proposta ad organizzatori provenienti dal capoluogo regiopnale. Ma, certamente, anche ad uno zelante dirigente alla Cultura, «può sfuggire» (parole testuali) che a Barletta di Festival Jazz ne esisteva già uno e importante da ben 10 anni. Non entriamo nel campo minato delle competenze…. Se siete organizzatori di un qualche Festival Jazz provate ad andare a Bari o dagli amici di Locorotondo o a Lecce a proporre una manifestazione alternativa, quasi coincidente a quella su cui da anni si sta puntando per valorizzare il proprio territorio: vedrete che “calda” accoglienza. Non si tratta di campanilismo, ma di valorizzare, difendere i propri «saperi». O si tratta di parole vuote, buone al massimo per un convegno?».

I FONDI INTERMITTENTI - Basta così? No. «Torniamo all’odierna amministrazione. Solito, legittimo piagnisteo: non ci sono soldi. Questo tutti lo sanno. Ci mancherebbe. Ma è proprio per questo che le risorse, già scarse, dovrebbero essere ottimizzate. Cosa ha fatto il Comune? Come consuetudine, non è stato in grado di definire in maniera trasparente e nei tempi opportuni l’identificazione di interlocutori e budget. Per non farci mancare nulla e complicare ulteriormente la situazione, l’Amministrazione Cascella ha indetto un bando per creare una graduatoria, pubblicata circa un mese fa, redatta da persone che avrebbero dovuto essere competenti, o quantomeno a conoscenza dell’esistente.

Con grande sorpresa il Barletta Jazz Festival è finito nel “centro classifica”, al pari di associazioni che si occupano di tutt’altro, dallo sport dilettantistico alla gastronomia. Qualche domanda: ma i membri della commissione sapevano che a Barletta esisteva un Festival Jazz consolidato? Sapevano che ha prodotto per anni programmazioni artistiche di alto livello oltre che un arricchimento per la città in termine di risorse spendibili, convogliando finanziamenti europei e sponsor? Sapevano che programmare fuori da contenitori consolidati, come può essere il Barletta Jazz Festival festival, è fondamentalmente una dispersione di denaro perché tale sforzo non può far valere alcun credito a livello di finanziamenti regionali o fondi europei? E che continuando a disperdere non si alimenta un sistema virtuoso? Io e gli altri organizzatori veniamo come al solito contattati dai responsabili del Comune e rassicurati sulla volontà dell’Amministrazione di tenere in alta considerazione la rassegna, anche se ci viene fatto capire che l’impegno di spesa sarà sicuramente minimo e i tempi di conferma incerti».

L'ESTATE 2014 - Note aggiuntive (più amara della premessa, se possibile): «Noi naturalmente ci adeguiamo, ma nel frattempo viene prodotto un cartellone dell’Estate 2014 in cui sono stati inseriti due singoli eventi, assolutamente pertinenti in una programmazione festivaliera come la nostra, che costeranno alle casse comunali circa 13.000 euro, più di quanto il Comune abbia investito mediamente per un intero festival negli anni precedenti. Non sarebbe stato saggio forse inglobare questi eventi in un Festival già esistente? Sembra difficile che si possano investire 13.000 per l’Estate e poi altrettanto per una ulteriore rassegna. A meno che non ci venga fatta la solita richiesta di produrre il consueto Festival di qualità, ma con le briciole delle risorse avanzate. Il Barletta Jazz Festival ha esordito nel 2003, e da allora ogni anno ha sempre ricevuto il sostegno della Regione Puglia, ma questo non basta. La Regione premia le eccellenze che riescono ad essere cofinanziate dalle realtà locali. Quindi, oltre al danno la beffa: se il Comune non riconosce la validità dell’evento, anche la Regione comincia a concentrarsi su altre realtà».

NON È LA STESSA MUSICA - Ancora: «Nel frattempo, in Puglia, eventi concorrenti, nati parecchi anni più tardi del Barletta Jazz Festival hanno fatto la oro scalata, grazie ai consistenti sostegni locali ed hanno acquisito credibilità a livello regionale. Ma ancora oggi di questo la politica barlettana - che parla di sviluppo turistico culturale - non è evidentemente consapevole e non fa nulla per cambiare, affinché questa città non sia vissuta, all’interno come all’esterno, come terra di nessuno e senza identità. Piuttosto che capitalizzare le esperienze, le economie già consolidate e le professionalità manageriali acquisite, si disperde tutto, senza coordinamento alcuno, senza la volontà di investire per avere una ricaduta positiva per il territorio. Ciascun politico semina il suo orticello e raccoglie per sé, così vanno le cose qui».

Conclusione: «Il Barletta Jazz Festival in questi anni ha ricevuto dalle casse comunali un contributo annuo in media intorno ai 10.000 euro, producendo una manifestazione dal valore di circa 65.000 euro l’anno, grazie alla sua capacità di attrarre altri finanziamenti pubblici su base regionale ed europea, sponsor e di fare ricavi da botteghino. Per un’Amministrazione Comunale accorta non dovrebbe forse essere questa una manifestazione da difendere?».

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