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Case vendute «a nero» arrestati tre costruttori «Evadevano il 40%»

BARLETTA - Tre imprenditori edili arrestati dalla Guardia di finanza perchè accusati di avere realizzato un’evasione fiscale da circa 10 milioni di euro tra il 2007 e il 2011. Secondo quanto accertato, gli imprenditori indagati evadevano circa il 40% sul prezzo di vendita delle case. Eseguiti anche sequestri preventivi per circa 3 milioni di euro. Le imprese pretendevano cospicue somme in nero. Il titolare di una quarta ditta coinvolta nell’inchiesta ha ammesso le proprie responsabilità e ha chiesto il patteggiamento della pena per frode fiscale continuata
Case vendute «a nero» arrestati tre costruttori «Evadevano il 40%»
BARLETTA - Su ogni appartamento venduto ricevevano in nero il 40% del prezzo: in cinque anni sarebbero così riusciti percepire e tenere nascosti al fisco 10 milioni di euro grazie alla vendita complessiva di 184 appartamenti evadendo così tre milioni di euro. E’ l'esito dell’indagine "Found Paradise" della Guardia di Finanza di Barletta, coordinata dal pm della Procura di Trani Michele Ruggiero, che questa mattina ha portato all’arresto di tre imprenditori e al sequestro preventivo di beni pari a 3 mln (appartamenti e locali commerciali, conti correnti, libretti di deposito, titoli e investimenti di natura finanziaria).

Gli arrestati, tutti di Barletta, sono Maria Virgina Crescente, di 62 anni, Luigi Del Vecchio, di 30 e Angelo Battaglia, di 40. Il titolare di una quarta impresa coinvolta nell’inchiesta, Pasquale Lanciano, di 61 anni, ha ammesso le proprie responsabilità e ha chiesto il patteggiamento della pena per frode fiscale continuata. L’indagine è iniziata nel 2011 nell’ambito di accertamenti della finanza sul fenomeno del sovrapprezzo in nero, applicato alla vendita di appartamenti. Le indagini si sono avvalse di accertamenti finanziari nei confronti degli acquirenti e di loro familiari in modo da verificare la destinazione effettiva dei prelevamenti in contanti operati. Per la quantificazione delle imposte evase sono state inoltre eseguite quattro verifiche fiscali nei confronti delle società edili coinvolte.

Secondo i finanzieri di Barletta, le “differenze corrisposte per contante agli imprenditori o a persone di fiducia a loro vicine” si concretizzavano in “una metodica sottostima del prezzo indicato nei rogiti notarili” con l’unica finalità “di nascondere al Fisco gli ingenti profitti assicurati dal mercato del mattone”. Le indagini, nel luglio 2012, sfociarono in numerose perquisizioni nelle sedi delle quattro imprese coinvolte e anche in molti immobili, alcuni già abitati, su cui erano in corso gli accertamenti. Raccolti i primi riscontri, progressivamente sono arrivate numerose testimonianze a conferma della frode che hanno portato alla operazione di oggi.

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