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Barletta, mare vietato a Ponente Ecco perché

BARLETTA - Titolo del comunicato emanato ieri mattina dal Comune: «Temporaneo divieto di balneazione sull’area del litorale in prossimità dei canali “M” e “H”». Uno va a vedere e legge: «L’area del litorale in prossimità dei soli canali “M” e “H” (sul lungomare Pietro Paolo Mennea) è da stamane interessata da un temporaneo divieto di balneazione»
Barletta, mare vietato a Ponente Ecco perché
BARLETTA - Titolo del comunicato emanato ieri mattina dal Comune: «Temporaneo divieto di balneazione sull’area del litorale in prossimità dei canali “M” e “H”». Uno va a vedere e legge: «L’area del litorale in prossimità dei soli canali “M” e “H” (sul lungomare Pietro Paolo Mennea) è da stamane interessata da un temporaneo divieto di balneazione». E quanto sarà lunga (la domanda - diceva quello - sorge spontanea) «l’area del litorale in prossimità dei soli canali “M” e “H”»? Qualche decina di metri, alcune centinaia? «Solamente» un chilometro e mezzo, come aveva anticipato ieri la Gazzetta. «La decisione - ancora la nota diffusa da Palazzo di Città - è stata assunta al termine di una riunione del tavolo tecnico convocato l’altra sera dal sindaco Pasquale Cascella per verificare la situazione venutasi a determinare a seguito delle recenti precipitazioni meteoriche, sulla base dell’ordinanza sindacale del 17 luglio scorso in applicazione del regolamento regionale n. 26 del 2013 che disciplina gli scarichi a mare delle acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia».

E poi: «Nel corso dell’incontro, al quale hanno partecipato gli assessori e i dirigenti comunali competenti, i funzionari dell’Asl e dell’Acquedotto, gli ufficiali della Capitaneria e della Polizia Provinciale, sono stati esaminati i dati con valori superiori ai limiti normativi emersi dalle analisi effettuate e le possibili cause delle alterazioni evidenziate dagli eventi meteorici. È quindi stato deciso di attivare immediatamente una organica attività sinergica di controllo tra la Polizia Locale, quella Provinciale e l’Acquedotto Pugliese volta ad accertare e contrastare eventuali abusi di sversamenti inquinanti».

Ancora: «Al tempo stesso è stata segnalata agli enti competenti l’esigenza di accelerare gli interventi atti ad adeguare e rendere efficiente il complesso sistema di spinta e di collegamento dei canali con gli impianti di depurazione e affinamento delle acque.
L’esito della riunione tecnica è stato successivamente comunicato ai rappresentanti degli stabilimenti balneari operanti in prossimità dello sbocco dei canali interessati al superamento dei limiti normativi dei campioni di acque che erano stati prelevati e analizzati il 23, 25, 28 e 30 luglio seguendo le indicazioni dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente (ARPA). Agli operatori sono state altresì fornite dettagliate informazioni sulle misure disposte a tutela della salute e della sicurezza della balneazione e sulla predisposizione di monitoraggi quotidiani finalizzati alla verifica del rientro dei parametri nei limiti normativi».

Conclusione: «Nel chiedere agli operatori comprensione per una scelta doverosa e la massima collaborazione nei confronti degli utenti, il sindaco Cascella ha espresso l’auspicio che le nuove analisi possano consentire al più presto di rimuovere il divieto e ripristinare tempestivamente l’esercizio di tutte la attività sul litorale cittadino». Altri due quesiti sorgevano «spontanei», leggendo il comunicato, e venivano girati al Palazzo: perché non erano stati diffusi i dati analitici (li trovate in pagina) «dei valori superiori ai limiti normativi emersi dalle analisi effettuate»? Seguiva rapido consulto al primo piano di corso Vittorio Emanuele e il «no» secco prima diventava «nì», poi «sì» con annessa videata sul sito internet del Comune. E provvedere autonomamente prima, no, eh? Altra domanda: è possibile prendere visione del verbale stilato durante la conferenza di servizi di mercoledì sera? Qui la questione si faceva nebuolosa: il verbale ci sarebbe, ma non può essere reso noto. Oppure: non è stato proprio stilato. E da quando in qua i rappresentanti di varie istituzioni parlano senza verbalizzare? Mah!

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