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Stp, al Comune di Trani le quote della Provincia Bat?

di NICO AURORA
TRANI - Un’operazione da almeno 500mila euro. Tanti si stima ne servano per rilevare le quote della Provincia di Barletta-Andria-Trani nella Stp. L’amministrazione Ventola ha deciso, per il momento, di non decidere, non mettendo immediatamente in vendita le sue quote e consentendo al Comune di Trani, in questo modo, di esercitare il diritto di prelazione. Intanto, la Provincia di Bari ha già deciso di vendere la sua quota
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Stp, al Comune di Trani le quote della Provincia Bat?
NICO AURORA
TRANI - Un’operazione da almeno 500mila euro. Tanti si stima ne servano per rilevare le quote della Provincia di Barletta-Andria-Trani nella Stp. L’amministrazione Ventola ha deciso, per il momento, di non decidere, non mettendo immediatamente in vendita le sue quote e consentendo al Comune di Trani, in questo modo, di esercitare il diritto di prelazione.Il problema, adesso, è trovare quei soldi in bilancio e, quindi, la parola passa alla politica cittadina. La questione Stp la sta già movimentando e, soprattutto dopo le ultime dichiarazioni del sindaco, Luigi Riserbato, che ha manifestato la volontà dell’amministrazione comunale di esercitare la prelazione, adesso giunge il commento del consigliere comunale, Giuseppe Paolillo.

Secondo l’ex assessore comunale, eletto nel Movimento Schittulli e transitato poi nell’Udc, «è indispensabile, oltre che urgente, che l’argomento sia discusso in consiglio comunale affinché sia confermata o meno l’intenzione del Comune di Trani di acquisire le quote della Provincia Bat».

Peraltro, secondo Paolillo questa potrebbe essere l’occasione giusta per discutere a trecentosessanta gradi del futuro di tutte le aziende partecipate dal Comune di Trani: «Dobbiamo capire – riprende - se la visione è quella di evitare l’ingresso del privato e, quindi, mantenere il controllo pubblico, o viceversa. Se vi può essere inoltre, ad esempio, la possibilità di creare un unico soggetto giuridico (magari fra Amet e Stp) o fra tutte e tre le aziende; o prevedere più adeguate ripartizioni ed assegnazioni dei vari rami di azienda».

Per Paolillo, tuttavia una cosa è certa: meglio non affidarsi al privato. «Personalmente ritengo che debba essere evitato il ricorso al privato, che, al momento, comporterebbe il rischio di svendere tutto o parte delle nostre aziende. Ci sono settori che possono essere sfruttati in maniera più proficua e, fra tutti, mi viene da pensare alla darsena comunale, alla sosta a pagamento, ma anche al trasporto pubblico. Discorso a parte merita la questione energia elettrica, che andrebbe meglio approfondita»..

Quanto alle quote Stp, «il reperimento dei fondi deve essere assolutamente al centro della discussione. Vanno trovati risparmiando su spese evitabili e, non certo, generando altri debiti. Servono maturità e senso di responsabilità dell’intera classe politica, ma anche disponibilità al confronto dell’amministrazione comunale».

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