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Il racconto dei racconti a Castel del Monte Oggi il primo ciak

di MICHELE PALUMBO
Eccolo qui, Castel del Monte, l’ottagono di pietra che troneggia sulla Murgia. Esattamente mezzo secolo fa, correva l’anno 1964, Pier Paolo Pasolini girò le scene che si svolgevano nel tempio di Gerusalemme (memorabile quella della cacciata dei mercanti) per il suo Il Vangelo secondo Matteo, proprio a Castel de Monte. E oggi, cinquant’anni dopo, il castello federiciano diviene il set del film Il racconto dei racconti di Matteo Garrone (nella foto)
Il racconto dei racconti a Castel del Monte Oggi il primo ciak
di MICHELE PALUMBO

Eccolo qui, Castel del Monte, l’ottagono di pietra che troneggia sulla Murgia. Passano gli anni, i decenni e il castello voluto da Federico II di Svevia a due passi da Andria continua ad essere una sirena per il cinema. Esattamente mezzo secolo fa, correva l’anno 1964, Pier Paolo Pasolini girò le scene che si svolgevano nel tempio di Gerusalemme (memorabile quella della cacciata dei mercanti) per il suo Il Vangelo secondo Matteo, proprio a Castel de Monte. E oggi, cinquant’anni dopo, il castello federiciano diviene il set del film Il racconto dei racconti di Matteo Garrone. Il regista (vincitore del Gran Prix al Festival di Cannes per due volte con Gomorra e Reality ) ha voluto presentare ieri il suo prossimo film proprio nel cortile del castello, con il set già allestito (le riprese iniziano oggi 1° luglio).

Il racconto dei racconti prende le mosse da Lu cuntu de li cunti, la straordinaria raccolta di cinquanta fiabe (barocche) in dialetto napoletano dello scrittore e militare di ventura Giambattista Basile, fiabe che si finge vengano raccontate da dieci vecchie in cinque giornate.
Perché questa incursione di Garrone nel fantasy ambientato nel Seicento? La risposta del regista: «Ho scelto di avvicinarmi al mondo di Basile perché ho ritrovato nelle sue fiabe quella commistione fra reale e fantastico che ha sempre caratterizzato la mia ricerca artistica. Le storie raccontate in Il racconto dei racconti descrivono un mondo in cui sono riassunti gli opposti della vita: l’ordinario e lo straordinario, il magico ed il quotidiano, il regale e lo scurrile, il terribile e il soave». Una risposta completata da un’ulteriore annotazione di Matteo Garrone: «In realtà, rispetto ad altri miei precedenti film, il percorso è identico anche se in direzione contraria: passo dal rapporto contemporaneo-fantastico a quello fantastico- contemporaneo».

Le riprese del film dureranno circa quattro mesi ed oltre a Castel del Monte il set verrà anche allestito nel castello di Gioia del Colle, villaggio Petruscio (Mottola) e masseria Accetta Grande (Statte). Per il regista (che proviene da una famiglia di origine pugliese), autore anche della sceneggiatura insieme a Massimo Gaudioso, Ugo Chiti e Edoardo Albinati, si tratta della sua prima produzione in Puglia. Le riprese a Castel del Monte e al Museo Nazionale Archeologico-Castello di Gioia del Colle, saranno realizzate grazie alla collaborazione con la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia, la Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia e la Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le province di Bari Bat e Foggia. Prodotto da Archimede Film con Rai Cinema, il film di Matteo Garrone è sostenuto da Apulia film Commission (presente a Castel del Monte anche la presidente, Antonella Gaeta) con un finanziamento di circa 291.000 euro.

Il cast (il film verrà girato in lingua inglese) comprende star internazionali: Salma Hayek, Vincent Cassel, Toby Jones e John C. Reilly, Alba Rohrwacher. Direttore della fotografia: Peter Suschitzky. Colonna sonora composta da Alexandre Desplat, più volte candidato all’Oscar e recentemente nominato presidente della Giuria alla prossima Mostra del Cinema di Venezia. Scenografia: Dimitri Capuani. Costumi: Massimo Cantini Parrini. Castel del Monte, naturalmente, a causa delle riprese del film, rimarrà chiuso al pubblico sino a sabato 5 luglio. E poi si troverà daccapo immortalato in un film: cinquant’anni fa in Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini, oggi in Il racconto dei racconti di Garrone.

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