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Andria, per l’ex assessore c'è il processo immediato

di ANTONELLO NORSCIA
TRANI - Rito immediato per l’ex assessore all’ambiente del Comune di Andria Francesco Lotito. L’ex amministratore sarà processato il prossimo 10 luglio, saltando dunque il consuetudinario passaggio dall’udienza preliminare. La decisione della Procura della Repubblica è sfociata nella fissazione dell’inizio del processo sui presunti illeciti relativi all’appalto per la raccolta differenziata. L’accusa è di «turbata libertà del procedimento di scelta del contraente» e «concussione»
Andria, per l’ex assessore c'è il processo immediato
di ANTONELLO NORSCIA

TRANI - L’ex assessore all’ambiente del Comune di Andria Francesco Lotito sarà processato col rito immediato, saltando dunque il consuetudinario passaggio dall’udienza preliminare.La decisione della Procura della Repubblica di Trani è sfociata nella fissazione dell’inizio del processo sui presunti illeciti relativi all’appalto per la raccolta differenziata: il dibattimento inizierà il 10 luglio. Lotito siederà sul banco degli imputati per le accuse di «turbata libertà del procedimento di scelta del contraente» e «concussione». Affronterà il processo in stato di libertà.

Un mese fa, infatti, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani Luca Buonvino ha revocato l’ordinanza di arresti domiciliari notificatagli a metà febbraio quando Lotito era detenuto in carcere per l’ulteriore misura cautelare del gip del Tribunale di Monza. Questi poco prima di Natale lo fece finire in cella per il filone d’inchiesta sulla presunta tangente che l’ex assessore avrebbe intascato (ne riferiamo in altro articolo) dall’impresa aggiudicataria Sangalli. Se l’indagine sul ramo monzese è passata per competenza alla Procura di Roma, l’ufficio inquirente tranese ha inteso bruciare le tappe e giungere al processo immediato bypassando il gup.

Il Pm Giuseppe Maralfa, prima che si trasferisse a Bari, ha firmato la richiesta di immediato per Lotito ma non ha inteso fare altrettanto per gli altri indagati coinvolti nello stesso filone. Incrociando le contestazioni di Monza con quelle di Trani Lotito è nei guai giudiziari perché avrebbe conseguito vantaggi sia dall’aggiudicataria Sangalli, sia dalla presunta beffata concorrente Aimeri Ambienti Srl, controllata dalla Spa Gruppo Biancamano.

Per l’accusa, Aimeri sarebbe stata interessata al bando e perciò avrebbe assecondato i «desiderata» di Lotito. Il 44enne amministratore, forse per ripagare promesse della sua campagna elettorale, in previsione del bando avrebbe indotto Aimeri Ambiente (società che gestiva in proroga il servizio di raccolta dei rifiuti) ad affidare a Francesco Sinisi le mansioni di caposquadra presso il cantiere di Andria e ad assumere a tempo determinato quali «spazzini e raccoglitori di rifiuti ed assimilati» il figlio di Sinisi ed un’altra persona.

A febbraio l’inchiesta tranese, che contava una decina di indagati, vide il gip Buonvino emettere altre 4 richieste di domiciliari nei confronti di personaggi apicali di «Aimeri». Da un lato, dunque, la presunta tangente da Sangalli per cui ora è competente la Procura di Roma; dall’altro i favori occupazionali di Aimeri che non avendo («inaspettatamente» ritennero gli inquirenti tranesi) i requisiti previsti dal successivo bando non potè che impugnarlo davanti al Tar perdendo però il ricorso.

Alle contestazioni della Procura di Trani si giunse con gli sviluppi dell’inchiesta su una bomba posta la notte del 31 marzo 2011 al mobilificio di Lotito. Il Comune di Andria ha conferito mandato all’avvocato Patrizia Carobello per costituirsi parte civile nel processo a carico di Lotito, prima difeso dall’avv. Tullio Bertolino e poi dal collega Domenico Di Terlizzi.

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