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Crac Divina Provvidenza Restano sotto sequestro soldi della beatificazione

di ANTONELLO NORSCIA
TRANI - Restano sequestrati i 537mila euro depositati sui conti correnti dedicati al processo di beatificazione di Don Pasquale Uva, il fondatore della Casa Divina Provvidenza dichiarato venerabile il 10 maggio 2012. La difesa di Suor Cesa, ex plenipotenziaria della CDP indagata dalla Procura tranese, ha rinunciato al ricorso
Crac Divina Provvidenza Restano sotto sequestro soldi della beatificazione
di ANTONELLO NORSCIA

TRANI - Restano sequestrati i 537mila euro depositati sui conti correnti dedicati al processo di beatificazione di Don Pasquale Uva, il fondatore della Casa Divina Provvidenza dichiarato venerabile il 10 maggio 2012. La difesa di Suor Cesa, ex plenipotenziaria della CdP indagata dalla Procura tranese, ha rinunciato al ricorso presentato al Tribunale delle Misure Reali di Trani per impugnare il sequestro. La rinuncia è stata depositata in cancelleria poco prima dell’udienza fissata per ieri mattina. La decisione dell’avvocato Fr ancesco Paolo Sisto (legale di Suor Cesa) fa il paio con quella (identica) adottata qualche settimana fa alla vigilia dell’udienza in Cassazione dove si sarebbe dovuta discutere l’impugnazione del provvedimento del Tribunale del Riesame che aveva confermato il sequestro dei 27 milioni e mezzo di euro sui conti di Casa di Procura Divina Provvidenza.

Secondo il procuratore aggiunto della Repubblica di Trani Francesco Giannella, l’ente di Guidonia sarebbe stato un paravento dove dirottare quattrini dell’istituto biscegliese, sottraendoli così ai creditori. Ma questo non sarebbe stato l’unico modo. Altre vie per metter al riparo liquidità sarebbero stati, per l’appunto, i due conti correnti per la causa di beatificazione di Don Uva. Secondo la guardia di finanza solo 80 dei 537mila euro trovati sui due depositi accesi presso la filiale di Andria del Banco di Napoli sono riconducibili ad offerte di devoti. In previsione dell’udienza di ieri l’amministratore straordinario della CDP, Bartolo Cozzoli, aveva nominato legale della procedura ministeriale l’avvocato Stefano Dardes che ha appreso della rinuncia al ricorso solo al suo arrivo in tribunale.

I due conti correnti sequestrati “riconducibili al postulatore beatificazione Don Uva” furono aperti 13 anni fa a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro. Ma il postulatore di nomina ecclesiastica, interrogato dagli inquirenti, avrebbe detto di non saper nulla di quei rapporti bancari, che dunque nei fatti – secondo l’accusa – avrebbero avuto altre finalità. Calato il sipario sul Tribunale del Riesame nuovo possibile scenario potrebbe esser quello preannunciato dall’avv. Sisto all’indomani della rinuncia al ricorso per Cassazione per il “tesoretto” di Casa di Procura. E cioè una dettagliata e documentata istanza di revoca del sequestro dei due conti correnti da presentare al gip del Tribunale di Trani Rossella Volpe, il cui provvedimento di sequestro preventivo del 26 luglio scorso ha portato al blocco di una serie di somme. In tal caso l’eventuale rigetto del gip potrebbe, a sua volta, esser impugnato.

Questo sul versante penale, mentre sul versante civile i creditori della CdP hanno tempo sino al 9 agosto per far pervenire all’amministratore straordinario l’indicazione della natura e dell’entità dei propri crediti che poi dovranno esser vagliati in previsione dell’adunanza del 16 ottobre davanti al tribunale fallimentare di Trani.

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