Cerca

Andria, antica quercia salvata dallo scempio

di MICHELE PALUMBO
ANDRIA - «La quercia – ha spiegato Montepulciano – vede da un lato l’aper ta campagna, mentre dall’altro è limitato da due costruzioni: quella di destra (nella foto) dovrebbe essere un capannone, improvvidamente costruito accanto, ora abbandonato. La quercia è tanto imponente che una parte della chioma copre una porzione della tettoia»
Andria, antica quercia salvata dallo scempio
di MICHELE PALUMBO

ANDRIA - Prosegue il viaggio de “La Gazzetta” tra i patriarchi verdi, gli alberi secolari di Andria. Un viaggio condotto da Nicola Montepulciano, storico ambientalista andriese, e che è giunto alla quarta tappa: la roverella di Troianelli. Si tratta di un bellissima quercia che si trova nella frazione cittadina di Troianelli.

IL CONTESTO PAESAGGISTICO - «La quercia – ha spiegato Montepulciano – vede da un lato l’aper ta campagna, mentre dall’altro è limitato da due costruzioni: quella di destra (nella foto) dovrebbe essere un capannone, improvvidamente costruito accanto, ora abbandonato. La quercia è tanto imponente che una parte della chioma copre una porzione della tettoia. Sul lato sinistro vi è u n’altra costruzione distante dall’al - bero, che sembra in stato di abbandono. A circa quaranta metri di distanza vi è la bellissima Masseria Ducale, ma pure questa in stato di abbandono. E’ un esemplare splendido di quercia. Ben conservato e questo ce lo dice il punto molto basso d’inserzione della chioma».

SALVA PER MIRACOLO - Nicola Montepulciano dinanzi alla quercia ha voluto ricordare quello che accadde alcuni anni fa: «Quando nella seconda metà degli anni ’80, iniziai lo studio di questa quercia, una domenica fui avvicinato da un anziano signore, originario di Ruvo di Puglia, che spontaneamente mi raccontò i suoi ricordi su questa zona. Ai suoi genitori fu assegnata una parte, una quota di questo territorio da disboscare. Lo lasciavano libero nel bosco e poi cominciavano ad abbattere gli alberi. Rimasi silenzioso e sorpreso per la sua affabilità e spontaneità. Ma ricordo dentro di me una indignazione tale, non verso l’anziano signore, ma verso quella legge che consentì tale scempio, che non riuscii a pronunziare parola. Peccato, avrei potuto fargli tante domande e saperne di più sulla fitostoria del luogo. Forse gli sembrai scortese: dovunque ora si trovi gli chiedo scusa. Le parole dell’anziano e affabile signore equivalsero a stabilire che qui, sino agli inizi del ‘900, v’era una vasta querceta, che sicuramente si estendeva sulle colline circostanti. Doveva essere una zona dalla bellezza indescrivibile: una incredibile monumentale Masseria Ducale circondata da una vasta querceta. La masseria ora è in condizioni a dir poco pietose. Perché non si interviene? Perché non togliere i pini che stanno minando le fondamenta? E poi: perché non utilizzare eventuali opportunità offerte dalla Regione Puglia per il restauro di beni immobili, tra cui quelli di particolare pregio storico-architettonico?».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400