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Spinazzola in piazza sul «no» alla discarica

di COSIMO FORINA
SPINAZZOLA - Dopo l’amministrazione Comunale anche l’OGA (Organo di Gestione Ambito rifiuti) si è detto pronto a costituirsi parte civile per i rifiuti scoperti a Grottelline. Ad annunciarlo il sindaco Nicola Di Tullio, mentre domani, martedì 17 giugno, alle 20, Spinazzola si ferma per una manifestazione contro l’immondezzaio
Spinazzola in piazza sul «no» alla discarica
di COSIMO FORINA

SPINAZZOLA - Dopo l’amministrazione Comunale anche l’OGA (Organo di Gestione Ambito rifiuti) si è detto pronto a costituirsi parte civile per i rifiuti scoperti a Grottelline. Ad annunciarlo il sindaco Nicola Di Tullio, mentre domani, martedì 17 giugno, alle 20, Spinazzola si ferma per una manifestazione contro l’immondezzaio. È querelle tra città e assessore all’ambiente regionale Lorenzo Nicastro per i rifiuti emersi grazie alle sofisticate attrezzature dal Corpo Forestale dello Stato, Comando di Bari e Cassano delle Murge, su indagine avviata dalla Dda di Bari, pm Renato Nitti nel sito di Grottelline. Se a Spinazzola li si associa ad atti di criminalità, ecomafie per intenderci, Nicastro tenta di ribaltare la frittata accusando il Comune di non aver vigilato nelle cave dopo averle individuate come sua discarica agli inizi degli anni novanta.

Una strana teoria, perché il luogo non è mai entrato nella disponibilità del Comune, tranne per una circostanza che vedremo. Per capire la diatriba davvero singolare alimentata da Nicastro bisogna portare l’orologio indietro nel tempo. Vero, Spinazzola individuava Grottelline come suo immondezzaio con pochissime particelle che interessano le cave, successivamente il discorso si allarga, la disponibilità di Spinazzola è fatta rientrare nel Piano Regionale dell’ex governatore Raffaele Fitto a cui succede Nichi Vendola che firma il 31 gennaio 2007, ultimo giorno del suo mandato come commissario dell’emergenza ambientale, il contratto di aggiudicazione all’Ati Tradeco-Cogeam (Gruppo Columella per la Tradeco, al 51% Marcegaglia SpA e 49 % Cisa Spa). Nonostante nel frattempo a Grottelline l’Università di Pisa scopre tra il 2004 e il 2005 un sito archeologico risalente al Neolitico (VI millennio a.C.) scavi finanziati in parte dallo stesso Vendola.

VENIAMO AI RIFIUTI - Prima del primo sequestro delle cave da parte della Procura di Trani nell’agosto del 2008 per irregolarità sul progetto, a lavori già iniziati, nel sito spunta una “monta gna” di rifiuti solidi urbani. I lavori vengono fermati il 31 marzo 2008 ed il 1 aprile la decisione viene comunicata dalla Cogeam alla Provincia di Bari, al presidente dall’Ato Ba/4, al sindaco di Spinazzola Carlo Scelzi, all’Arpa, al direttore dei lavori ing. Carmine Carella con il disappunto di tutti i sindaci dell’Ato Ba/4 che si dimettono inmassa. Perché? Semplice, lo stesso 31 marzo la discarica delle Lamie di Altamura gestita dalla Tradeco dopo 22anni chiude e la monnezza prende la via di altre discariche con costi enormi che vengono pagati alla Tradeco. Torniamo ai rifiuti RSU a Grottelline. Per questi, il 17 aprile 2008 presso il settore bonifiche e rifiuti dell’assessorato regionale all’am - biente si tiene un incontro per discutere sulle modalità operative per la conduzione delle indagini preliminari, come da decreto legislativo 152/06, sulle aree oggetto del ritrovamento. Come ci sono arrivati i rifiuti urbani e quando? Con molta probabilità veniva ricostruito da queste stesse colonne nel 2008 senza mai ricevere smentita, durante una fase di emergenza a metà anni novanta. Questi furono prima accatastati dietro l’area adiacente il campo sportivo di Spinazzola poi stoccati non si sa con quale autorizzazione in una delle buche delle cave di “Grottelline”. La società che gestiva lo smaltimento era la Tradeco di Altamura.

In pratica la “scoperta” di quella mommezza era di fatto in realtà cosa nota. Una volta rimossa i lavori ripresero per fermarsi nuovamente con il sequestro. Davvero difficile pertanto trovare una correlazione tra i rifiuti urbani scoperti nel 2008 e quelli speciali e pericolosi ritrovati nel 2014 come sostenuto da Nicastro, tanto più che il punto nella cava dove furono scoperti i primi nulla a che fare con quello delle indagini attuali del Corpo Forestale. Le analisi disposte dalla Procura diranno da quando sono stati tombati. Se prima o dopo la presa in possesso del sito da parte della Cogeam-Tradeco avvenuto con atto di esproprio il 23 maggio 2007, se durante la fase in cui la cava dopo il sequestro non ha più avuto sorveglianza, ed ancora, come sembra sostenere Nicastro ancor prima, movendo addebiti al Comune per mancata vigilanza su di un bene mai venuto in sua disponibilità. Di fatti illeciti in quelle cave ne sono successi tanti, ancor prima che Nicastro lasciata la magistratura si affacciasse alla politica, basta rileggersi le interrogazioni parlamentari presentate dal partito che lo ha eletto, come anche gli atti di indagine che coinvolge i Columella con l’ex assessore regionale alla sanità Alberto Tedesco. Di fatto per la terza volta il cancello d’ingresso della cava è inaccessibile per indagini, mentre la città scende in piazza per ribadire il suo “No” a Grottelline.

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