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Canosa, dopo quarta bomba
discount chiude per racket

Discount Canosa

GIANPAOLO BALSAMO
CANOSA - «Questo esercizio chiude l’attività». Nessun commento. Solo tanta amerezza e tanta rabbia. E qualcuno dei residenti, siamo sicuri, avrà anche tirato un sospiro di sollievo. Un cartello, scritto con il pennarello ed affisso ieri mattina davanti l’ingresso dell’«Alter» discount di Canosa è la conseguenza dell’ennesimo misterioso attentato compiuto da ignoti poco dopo la mezzanotte di mercoledì scorso. Ancora una volta il discount ubicato nella centralissima piazza Terme è stato preso di mira da ignoti che, incuranti della presenza di passanti, hanno fatto esplodere un ordigno davanti la saracinesca, arrecando ingenti danni allo stesso esercizio commerciale, ai vetri sia delle auto parcheggiate nelle vicinanze, sia delle finestre delle abitazioni che si affacciano sulla piazza.

Quattro episodi in pochi mesi, da quando (lo scorso mese di maggio) l’esercizio commerciale fu inaugurato dai propietari tranesi. Episodi misteriosi, apparentemente senza un movente ben preciso anche perchè lo stesso proprietario del discount avrebbe sempre dichiarato di non aver mai ricevuto minacce. Lo stesso avrebbe anche ammesso di non aver mai ricevuto richieste di denaro e di non aver mai avuto problemi con nessuno. Ma il dubbio resta ugualmente: racket oppure atti intimidatori?

Le indagini dei poliziotti del commissariato, nonostante la volontà di voler chiudere l’attività commerciale da parte del titolare, proseguiranno. Gli inquirenti hanno ascoltato anche altri commercianti della zona per comprendere se esistano precedenti che possano far pensare alle mani del racket. Ma non è facile. Anche perché solo raramente negozianti minacciati trovano la forza di denunciare pubblicamente di dover sottostare alla legge del «pizzo».

Gli stessi poliziotti, coordinati dal Pm Marcello Catalano del Tribunale di Trani, sono decisi a battere tutte le piste possibili. Per il momento, anche dopo il boato di mercoledì notte, stanno acquisendo tutti i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nelle vicinanze. D’altra parte, questa volta, proprio da uno di questi filmati si vede chiaramewnte una Toyota «Yaris» fermarsi dinanzi l’esercizio commerciale prima della deflagrazione. La stessa auto (risultata rubata ad agosto a Foggia), completamente divorata dalle fiamme, è stata rinvenuta all’indomani dell’attentato alla periferia di Canosa. I rilievi scientifici sono stati avviati anche sulla carcassa dell’auto per cercare di rinvenire elementi che possano aiutare gli investigatori ad identificare i responsabili dell’ennesimo attentato che, ovviamente, ha scosso profondamente i residenti, stanchi dei soprassalti improvvisi in piena notte.

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