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Partito democratico

Boccia: «Organismi del partito
si occupino del caso Bisceglie»

L'esponente del Pd: «Se il presidente della provincia Bat, Spina, che ha sempre militato in coalizioni di centrodestra, decide di aderire al Pd e, nelle stesse ore, altri 400 inviano la stessa richiesta qualche domanda bisogna pur porsela»

Bisceglie, il sindaco va col Pd  con centinaia di suoi seguaci

Francesco Boccia

ROMA - «La vicenda di Bisceglie non è una questione personale: se il presidente della provincia Bat, Spina, eletto nel centrodestra, che ha sempre militato in coalizioni di centrodestra, decide di aderire al Pd e, nelle stesse ore, altri 400 inviano la stessa richiesta qualche domanda bisogna pur porsela, che siano allora i massimi organismi del partito ad approfondire la vicenda». Così Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio, intervenendo in diretta su Radionorba, sulla questione del tesseramento che sta dividendo il Pd in Puglia.

«Vi sono principi morali ed etici - dice Boccia - che regolano la vita di un partito; Spina, come è noto, è un politico locale che ha militato sempre nel centrodestra, un bel giorno decide di passare armi e bagagli nel Pd, ma non si iscrive entrando in un circolo, chiarendo quale sia la sua idea di politica, perchè lo fa e qual è la sua idea di società». Boccia ha poi espresso forti dubbi sulle modalità di invio di circa 400 iscrizioni «giunte nelle stesse ore da Bisceglie, forse inviate da tre o quattro computer, forse anche addirittura del Comune: è chiaro che bisogna verificare se tutti hanno pagato la tessera, chi eventualmente ha usato nelle ore di lavoro il computer del Municipio e perchè, insomma - continua Boccia - quando ci sono iscrizioni di massa nelle stesse ore e nello stesso giorno probabilmente non tutti hanno deciso di iscriversi autonomamente e non tutti hanno pagato la tessera, io penso che questo sia grave ed allontana la politica dai cittadini».

«Questa vicenda - ha detto Boccia - penso che sia più un pasticcio fatto da pezzi del Pd locale, certamente non c'entrano nulla i vertici nazionali; piuttosto, capiremo nelle prossime ore se c'è qualcuno nel PD che, immagino, avrà motivo e voglia di metterci la faccia. Quello che fa più male è una visione della politica che è quantitativa e scambia le persone per soldatini. Voglio essere chiaro: poichè sono in ballo i principi, la vicenda deve essere discussa negli organi del Partito Democratico e poi, se ci sono profili penali sulle modalità di iscrizione, deciderà la magistratura come e se intervenire».

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