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Casa occupata dagli abusivi
l’89enne rinuncia a casa sua

Nico Aurora

TRANI - Al 41esimo giorno di occupazione della sua casa, ecco arrivare la notizia inattesa e, allo stesso tempo, sconcertante: l’89enne di via Olanda ha rinunciato all’alloggio popolare abusivamente occupato da una famiglia. Sarà ugualmente sgomberato, ma, a qual punto, riassegnato al primo degli aventi diritto nella graduatoria di Arca Puglia. E così, adesso, quell’uomo è formalmente fuori di casa sua, occupata abusivamente lo scorso 20 giugno durante la sua degenza in ospedale a causa di una caduta.

Troppo lunga è stata l’attesa per uno sgombero ancora non avvenuto, numerose le sofferenze, infiniti i disagi: alla fine i figli hanno scelto, concordemente con il legale che li assiste, di firmare la rinuncia all’assegnazione di quell’appartamento, contestualmente alla disdetta formale di acqua, luce e gas.

«Siamo stati costretti a farlo - confida uno di loro -, poiché nostro padre, anche a causa del braccio che quasi non muove più, non sarebbe più stato in grado di gestirsi da solo così come faceva prima. Di certo, se fosse rientrato subito in casa sua, dopo le dimissioni dall’ospedale, sarebbe stata un’altra storia. Ma i tempi si solo allungati, abbiamo aspettato invano, abbiamo smesso di sperare e non potevamo che arrivare a questa scelta».

La sistemazione del nonnetto a Margherita di Savoia, in una casa alloggio, a questo punto non sarà più provvisoria. Ha un costo notevole, superiore a quello della pensione che l’anziano percepisce, ma l’indennità di accompagnamento che i figli attendono dovrebbe servire per compensare entrate e uscite.

A comunicare la notizia della rinuncia all’alloggio è stato il sindaco, Amedeo Bottaro, durante le repliche agli interventi preliminari del consiglio comunale tenutosi ieri e, con riferimento al caso di via Olanda, al consigliere Anna Barresi: «Ho subito chiesto l’intervento del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presso la Prefettura - ha esordito Bottaro -. A seguito della mia richiesta, oggi (ieri, ndr) è stato finalmente convocato dal prefetto. Infatti - spiega -, il vecchietto ha rinunciato formalmente all’immobile, ma io ho chiesto, anzi preteso, che lo stesso sia ugualmente ed immediatamente sgomberato, affinché sia riassegnato al primo degli aventi diritto, visto che quell’immobile tornerà nella disponibilità dell’Arca e, quindi, nella necessità di doverlo assegnare ad altro soggetto, che chiaramente sarà il primo in graduatoria».

Per questo motivo la Prefettura si è rimessa in movimento, «mentre la Procura della Repubblica - rivela ancora Bottaro -, sulla base di una denuncia sporta dal sottoscritto, ha posto sotto sequestro l’immobile. Tuttavia - spiega ancora il sindaco - poiché l’alloggio in questo momento è occupato da minori, una donna incinta ed un’anziana, ci stiamo occupando di collocare ciascuno di questi soggetti nelle apposite strutture. Infatti, come mi è stato detto oggi (ieri, ndr) al tavolo della sicurezza, io non posso lasciare per strada i minori, quindi ho l’obbligo di intervenire in tal senso prima ancora di fare operare lo sgombero. Queste sono le norme e le procedure, ma questo è anche il gran lavoro che quest’amministrazione sta compiendo su un tema veramente difficilissimo».

Di certo, nessuno avrebbe mai immaginato che, da una pur dolorosa a caduta, si sarebbe scatenata una valanga di conseguenze quasi del tutto imprevedibili, fra azioni di forza e forzature, fra la facilità quasi irrisoria di rovesciare lo stato di diritto e la difficoltà immane di ristabilirlo. La speranza è che, a breve, almeno un’altra famiglia in stato di bisogno, ma nel solco della legge e non della violenza, da questa dolorosa vicenda tragga un beneficio. Per il momento, per tutti, paga un anziano senza più casa. La sua bandiera bianca sventola alla vista di chi, a qualsiasi titolo, vorrà chiedersi se, davvero, avrà fatto per lui tutto quello che era nelle sue capacità.

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