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Sabato 20 Gennaio 2018 | 00:02

Tasse

Bari, le sanzioni ridotte
per i «ritardatari» Imu

In vigore il nuovo regolamento che prevede sanzioni dello 0,1% nei primi 15 giorni e, a scaglioni, fino al 6% per i successivi 4 anni alla data di scadenza del pagamento

Bari, le sanzioni ridotteper i «ritardatari» Imu

NINNI PERCHIAZZI

Sanzioni sull'imposta municipale sugli immobili: in caso di «pentimento» per non aver pagato il sovrappiù da corrispondere per il ritardato pagamento, si potrà usufruire di uno «sconto». La somma potrà variare dal 6 per cento fino al minimo dello 0,1 per cento. Addio quindi al sovraccarico di circa un terzo (il 30 per cento), sempre che non si superino i quattro anni di ritardo.
A Palazzo di Città è entrato in vigore il regolamento in materia di «ravvedimento operoso» in relazione all'Imu, ideato e proposto dal consigliere comunale di opposizione Michele Picaro (Ap-Ncd), successivamente vagliato dalla giunta e poi approvato all’unanimità dal consiglio comunale. Il provvedimento dà quindi l'opportunità di regolarizzare l'Imu non ancora versata, con consistenti riduzioni delle sanzioni, in ossequio a quanto già previsto per i tributi erariali dalla Legge di stabilità dello scorso anno.

«Da ora in avanti, anche per i cittadini che sono in possesso di immobili nel comune di Bari, sottoposti all’odiosa imposta, qualora provvedano spontaneamente al versamento della stessa Imu oltre i termini previsti, non saranno più tenuti a versare sanzioni nella misura del 30%», spiega il consigliere prossimo a passare tra le fila di Forza Italia. Infatti, come detto, si applicheranno sanzioni in misura crescente da un minimo dello 0,1%, se si corrisponde l’imposta dovuta entro 14 giorni dalla scadenza, ad un massimo del 6%, se il contribuente versa il dovuto entro 4 anni dalla scadenza del termine previsto.

In pratica, con lo sconto sulle sanzioni, l'amministrazione comunale potrà avviare un'operazione mirata al recupero dell'evasione del tributo, che, ad esempio, nel triennio 2012-2015 grava sulle casse cittadine per oltre 3 milioni. Basti considerare poi che il pubblico bilancio del capoluogo presenta crediti non riscossi relativi alla vecchia Ici (imposta comunale sugli immobili) pari a 11 milioni, una cui parte verrà ormai iscritta nella posta dei crediti non più esigibili.
«D'altronde, le regole generali sui tributi non erano aggiornate dal 2006, tant'è che nel regolamento si parla ancora della vecchia Ici», commenta il consigliere.

Esempi: La proposta prevede che in aggiunta all'imposta dovuta, la sanzione venga calcolata con una percentuale crescente a seconda del termine entro il quale si concretizzerà il ravvedimento operoso (rispetto all’attuale 30% dell'imposta stessa).
In particolare se il contribuente dovesse effettuare il ravvedimento operoso entro 2 anni dalla data di omesso versamento, si applicherebbe il 4,29%, se lo facesse entro 3 anni verserebbe il 5%, se aderisse entro 4 anni la sanzione diverrebbe il 6%.
«In tal senso, i cittadini saranno meno vessati, sarà stimolata la cosiddetta "tax compliance" (ovvero il rispetto al pagamento delle tasse) a cui le esperienze precedenti hanno prodotto risultati di rilievo», dice ancora Picaro. Nei Comuni dove si è già provveduto, innanzitutto si sono verificati maggiori introiti nelle casse comunali (senza la necessità di avviare le procedure di riscossione), ma anche una conseguente riduzione della mole di lavoro per la ripartizione tributi che potrà dedicarsi ad altre attività.

Il consigliere Picaro ringrazia quindi i consiglieri comunali «che hanno dimostrato sensibilità al tema», oltre «alla ripartizione tributi e tutti i suoi collaboratori per la professionalità dimostrata nell’espletamento dell’iter tecnico-amministrativo».

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