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Domenica 19 Novembre 2017 | 05:50

l'analisi

Formazione e aziende
sistemi ancora lontani

carlo Sinisi

di RITA SCHENA

«Il problema è sempre lo stesso. Il mercato del lavoro nel Sud e in Puglia è fermo perché non c’è dialogo tra le imprese e il sistema scolastico e della formazione professionale. Le imprese si lamentano di non trovare personale idoneo alle loro necessità, ma le stesse difficoltà sono delle scuole di formazione che non sanno come profilare adeguatamente i potenziali lavoratori. Il risultato è un tasso di disoccupazione, specie giovanile, a due cifre sempre più grandi».
Carlo Sinisi è il referente Eures per la Regione Puglia, da anni si occupa di lavoro e formazione cercando di accompagnare i giovani nel percorso che li può portare a trovare un lavoro in tutta Europa. Per il 21 e 23 novembre nell’ambito degli «European Employers’ Days» sono stati organizzati a Bari due «contatti virtuosi» tra il mondo della formazione e l’impresa.
«In pratica si tratta di due momenti di dialogo tra chi cerca personale e chi lo dovrebbe formare – spiega Sinisi – le due giornate si inquadrano all’interno della “settimana europea delle competenze” proprio con l’obiettivo di creare un piano di contatto concreto e duraturo e puntano a due settori trainanti per l’economia pugliese: l’Ict e l’industria digitale, e il turismo e la ristorazione».

Le aziende lamentano di non trovare personale adeguato, tantissimi ragazzi escono da percorsi di studi e finiscono per passeggiare in centro, perché non hanno alternative...
«Manca uno studio serio delle necessità del territorio. In Puglia abbiamo tantissime potenzialità ma che restano inespresse. Oggi il mercato del lavoro è in rapidissima evoluzione, si devono rilevare i bisogni e formare il giusto personale, ma per farlo serve un soggetto centrale dove questa domanda possa trovare una offerta credibile. Invece le imprese per prime, forse anche per una loro “pigrizia” preferiscono evitare di confrontarsi, di accollarsi l’onere della formazione, a volte persino perdendo fondi a disposizione che possono arrivare dalla Regione o dall’Unione europea».

Cosa serve? «In Europa un modello formativo realmente valido è quello tedesco: il ragazzo a 16 anni viene avviato direttamente in azienda per fare un tirocinio “vero” per capire se è quello il percorso lavorativo che vuole. Questi percorsi sono concretamente formativi e portano il giovane o ad entrare nel mondo del lavoro al termine degli studi superiori, o a potersi iscrivere all’Università con crediti formativi già acquisiti».

Forse però il tessuto economico meridionale non ha grosse realtà industriali che possano fare da volano, come accade in Germania. «Questo può essere un problema, ma facilmente aggirabile. Innanzitutto anche qui abbiamo delle grosse realtà, anche se spesso preferiscono rimanere nell’ombra: l’industria digitale è una di queste e proprio per farle uscire allo scoperto abbiamo organizzato l’incontro del 21 novembre. Abbiamo poi una autentica eccellenza in Puglia che è la meccatronica, anche grazie al supporto di scuole formative al top».

Turismo e ristorazione invece sono realtà economiche più frastagliate. «Ma che hanno necessità di personale preparato. Il 23 novembre si farà il punto su queste realtà dove forse servono meno chef stellati e più personale di sala che sappia raccontare al turista ciò che mangia, e per raccontare è indispensabile che anche il semplice cameriere parli bene almeno una lingua straniera... un altro dei nostri tasti dolenti». 

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