Mercoledì 18 Luglio 2018 | 10:47

degrado a bari

Pestaggi e risse tra ragazzi
notti di paura in largo Adua

Protestano i residenti: ogni mattina c'è un tappeto di bottiglie rotte

Pestaggi e risse tra ragazzi  notti di paura in largo Adua

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - L’ultima scena lunedì sera. Gruppi di ragazzini intenti a darsele di santa ragione con i caschi. Sotto gli occhi terrorizzati dei passanti e dai tantissimi avventori che ogni sera stazionano davanti ai numerosi pub e locali della zona. Largo Adua e la zona Umbertina ripiombano nuovamente nella paura, nella movida violenta e scatenata che rende difficile la vita ai residenti.

Qualche settimana fa la notizia dell’arresto di due ventenni che avrebbero, l’estate scorsa, aggredito violentemente una coppia gay, ora invece l’incubo delle baby gang che senza alcun motivo scatenano risse e pestaggi per poi scappare a bordo degli scooter. «Abbiamo davvero paura. Proprio lunedì sera ho assistito alla violenta lite di alcuni ragazzini, se non bambini di 11-12 anni, che si sfidavano a colpi di casco. Un altro, forse il più piccolo del gruppo, bloccava con fare minaccioso l’accesso a un ciclomotore con a bordo altri ragazzi. Mi sono davvero spaventata» racconta Francesca, libera professionista di 30 anni residente in uno degli storici ed eleganti palazzi della zona. «La mattina – aggiunge – non posso nemmeno portare a spasso il mio cane perché la piazza, ancor prima che arrivi l’Amiu, è un tappeto di rifiuti e di cocci di bottiglia. Il mio cane potrebbe farsi male. Qui, ogni sera, la situazione è diventata invivibile e non è solo un fenomeno legato al fine settimana». Nelle stesse ore della rissa è stato anche rubato un ciclomotore parcheggiato nelle vicinanze, ma pare che nessuno abbia visto o notato strani movimenti nonostante la presenza di tantissime persone.

Sul caso interviene il consigliere comunale di centrodestra, Irma Melini, che già da più di un anno rilancia il tema della sicurezza nelle piazze del lungomare. Molte delle quali rimesse sì a nuovo con interventi di riqualificazione e pedonalizzazione, ma subito finite in ostaggio degli incivili e dei vandali. «Avevamo già segnalato fenomeni di spaccio, bullismo ed eccesivo uso di alcolici – spiega Melini -. La zona andrebbe monitorata e per questo avevamo chiesto un presidio fisso della polizia locale o in alternativa di una pattuglia di “Strade Sicure”. Il Comune deve intervenire, ma anche il I Municipio visto che, in base al regolamento sul decentramento (rimasto inapplicato) ogni Municipio deve essere dotato di agenti municipali di quartiere. Ho anche scritto nei mesi scorsi al prefetto chiedendo un presidio fisso delle forze dell’ordine. Tra il Molo San Nicola, largo Adua, largo Giordano Bruno e le vie attigue quel tipo di movida è davvero violenta e ingestibile».

Melini punta il dito anche contro il Comune, già diffidato, per non aver tutelato quella zona di pregio, e sottoposta a vincolo, con il diniego in base alla direttiva europea Bolkestein di alcune autorizzazioni commerciali per determinate categorie merceologiche. «Con il risultato – spiega – di tantissimi locali e del fenomeno del “tavolino selvaggio”, senza dimenticare la presenza delle paninoteche mobili».

«È un degrado continuo, non porto più il conto delle tantissime chiamate alla polizia municipale, ma ogni volta non arriva nessuno» accusa un residente Orio Moscelli, vicepresidente del Comitato volontario per il decoro e la salvaguardia della zona Umbertina, composto da circa 400 iscritti. Che, sempre da queste parti, non apprezzano la chiusura la traffico, sull’onda del G7 delle Finanze, di un tratto di via Bozzi e di un lato di largo Giordano Bruno con blocchi e fioriere. Insomma, l’esasperazione è tangibile in quell’area ma anche nelle vie attigue.

L’ultima segnalazione arriva dai residenti di via Celentano alle prese con cassonetti sempre pieni, già durante le ore del giorno, e i miasmi provenienti da alcuni palazzi abbandonati per la presenza di colonie feline, di rifiuti, ratti e piccioni che stazionano negli anfratti condominiali. «Per non parlare dei tombini – dice una residente -. Da tempo abbiamo chiesto un intervento al Comune per la fuoriuscita di numerose blatte, ma ad oggi nulla è cambiato».

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