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Giovedì 23 Novembre 2017 | 19:24

lA CITTà CHE CAMBIA

Il «Libertà» degradato
un piano per la rinascita

IL PROGETTO La sfida di Decaro: «In dieci anni cambiamo volto al quartiere»

Il «Libertà» degradato un piano per la rinascita

Ninni Perchiazzi

Nuove piazze e nuovi spazi pedonali, il parco sui suoli dell’ex gasometro, un playground per il basket e una pista per gli skateboard sotto il Ponte Adriatico. E ancora, la riqualificazione dei marciapiedi e una illuminazione pubblica più potente, la definitiva riconversione della ex manifattura, che una volta rimessa completamente a nuovo (40 milioni di investimenti) ospiterà il campus del Cnr (con 11 Istituti e 720 ricercatori), oltre a job centre Porta Futuro, incubatore di impresa (Porta Futuro II), foresteria, spazio eventi, un giardino attrezzato e un’area dedicata al food. Si scrive masterplan del quartiere Libertà, si legge, al momento, libro dei sogni, ma per il sindaco Antonio Decaro rappresenta una sfida da vincere a tutti i costi nei prossimi 10 anni. A partire dall’idea di trasferire gli uffici giudiziari a Carassi, sui suoli delle ex casermette, ma senza depauperare tessuto economico e sociale del quartiere, in virtù del trasferimento degli uffici tecnici del Comune di Bari presso piazza De Nicola (Urbanistica, Lavori Pubblici, Edilizia Privata, Patrimonio e Ambiente), «che rappresentano dei forti attrattori per operatori economici, cittadini e studi professionali e funzionano anche fino al tardo pomeriggio».

L’operazione-rigenerazione dello storico e degradato quartiere necessita quindi del massimo grado di coinvolgimento e consapevolezza di territorio e istituzioni, grazie ad interventi integrati in grado di tenere insieme associazioni, parrocchie, scuole, presidi istituzionali, forze dell’ordine e cittadini.

Ecco perché, il primo cittadino ha trascorso la vigilia di Ognissanti nella parrocchia di Santa Cecilia, in via Dante, dove ha incontrato, insieme a don Franco Lanzolla e al questore Carmine Esposito, i parroci delle chiese del Libertà, nel primo dei summit, che l’amministrazione comunale ha serbo per i prossimi mesi.

«Sappiamo che la sfida sul quartiere Libertà è enorme e per questo abbiamo scelto di investire energie e risorse importanti - spiega Decaro -. Abbiamo elaborato un vero e proprio “Masterplan per il Libertà” che tenga dentro tutti gli interventi economici, fisici e sociali dei prossimi 10 anni della città». «Il nostro impegno ha bisogno dell’aiuto e del coinvolgimento di tutti per cambiare il destino e la sorte di uno dei quartieri più importanti di Bari», prosegue, mostrando il documento «con cui gireremo le parrocchie, le scuole, le associazioni, se sarà necessario andremo casa per casa, perché tutti i cittadini devono e possono essere attori di questa trasformazione».

Insomma, il sindaco ha scelto di puntare tutto sul Libertà, una semiperiferia interna della città segnata da eccesso di densità edilizia, bassa qualità urbana, fragilità sociale e tanta insicurezza, frutto del radicamento della criminalità organizzata e dell’attuale multiculturalismo che ne sta modificando l’identità. Eppure il Liberta vanta la più alta percentuale di giovani e bambini e ospita la gran parte del tessuto studentesco.

Da qui la scelta di Palazzo di Città, che da 2015 ha avviato un processo di rigenerazione urbana, intervenendo anche su servizi immateriali e opportunità sociali. «Gli assi portanti del programma sono lo spazio pubblico, il welfare, l’innovazione, la sicurezza. In un quartiere così denso abbiamo bisogno di liberare lo spazio pubblico aperto e restituire qualità urbana ai residenti per vivere la strada in una dimensione di maggiore serenità e bellezza», spiega ancora il sindaco, parlando di «nuova visione per il quartiere Libertà».

«Non un libro dei sogni ma un programma certo con decine di interventi progettati e finanziati», incalza Decaro, citando l’esempio della scuola Melo. «È tornata a vivere con la forza e le competenze dei ragazzi di 13 associazioni e con la gioia dei bambini dei centri ludici».

Riflettori anche sulla ex manifattura. «Abbiamo aperto Porta Futuro 1 e stiamo riqualificando gli spazi per ospitare Porta Futuro 2, dove arriverà il CNR e dove stiamo portando una sede distaccata dell'Arma dei carabinieri», dice ancora.

Infine, le rassicurazioni sulla vicenda dell’edilizia giudiziaria. «Ribadisco: se la funzione giudiziaria si dovesse trasferire a Carrassi, non si correrà il rischio di svuotare il quartiere di funzioni importanti perché il palazzo di piazza De Nicola ospiterà tutti gli uffici comunali. Uffici che ogni giorno richiamano cittadini e professionisti che farebbero vivere la zona proprio come accade oggi».

«La nostra idea di riqualificazione del quartiere Libertà è quella si arricchirlo e non depauperarlo. Per questo vorrei avere, non al mio fianco, ma a fianco di questi progetti tutti i cittadini che amano questa città», conclude.

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