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Martedì 21 Novembre 2017 | 09:11

Il calendario della trans

Manila sposa (finta) sull'altare
Scandalo nella chiesa barese

Manila sposa (finta) sull'altare Scandalo nella chiesa barese

«Scherza con i fanti e lascia stare i santi...». Niente di più vero. Anche nel Terzo Millennio. Prendiamo in prestito il celebre ritornello di «Tosca» per introdurre l’ennesimo «scandalo di provincia», con la bella Manila Gorio finita nell’occhio del ciclone a causa delle fotografie allusive scattate all’interno di una chiesa. Una trans sull’altare con tanto di abito bianco: questa l’immagine scattata nella chiesa di Sant’Angelo, ad Acquaviva. Qualcuno sussurra che Manila e la sua troupe non abbiano fatto capire granché alla signora che detiene le chiavi della chiesa, non quotidianamente aperta al pubblico, e che dunque la malcapitata perpetua abbia spalancato le porte cadendo nel tranello. «Veramente abbiamo fatto una donazione...», ribatte Manila, già manager dei vip, ora lanciata in un progetto politico dedicato ai diritti della comunità transgender. Perché il motivo del calendario 2018 che la bella trans sta per dare alle platee ha radici proprio nel suo nuovo furore ideologico, almeno così racconta alla Gazzetta. «La mia amica Vladimir Luxuria è impegnata da anni nelle campagne lgbt, ma io non sono d’accordo, le trans e gli omosessuali sono due cose diverse, hanno problemi diversi, vivono quotidianità diverse e devono rivendicare diritti diversi».

Le foto scelte per il calendario, dunque rappresentano in maniera provocatoria l’aspirazione ad avere una vita normale in un mondo che ribadisce ogni giorno cosa sia «normale» e cosa no. Un esempio? Il bagno. «Se una trans deve andare in un bagno pubblico cosa deve fare? Andare in quello degli uomini? Però il suo aspetto è quello di una donna», e viceversa evidentemente. Manila, per il mese di settembre, si è fatta ritrarre con due dei suoi 22 nipotini. «È il mese in cui ricomincia la scuola, alludo al desiderio di maternità...».

E veniamo al set fotografico nella splendida chiesa di Acquaviva: un abito bianco, uno sposo in smoking, un religioso celebrante. Più chiaro di così. «Se io mi innamoro e voglio sposarmi e sono cattolica, perché non posso farlo in chiesa?», tuona Manila che punta a trasformare la sua associazione «Anti» in movimento politico. «Sì, voglio scendere in politica».

Bene. Nel frattempo gli ambienti ecclesiastici sono a rumore. Il parroco di Sant’Angelo, don Mimmo Giannuzzi, si lamenta: «Non è possibile negare che sia stata offesa la sensibilità di una città». La comunità parrocchiale si prepara a una sorta di messa purificatrice da celebrare lì dove Manila è passata (come l’esorcista!), mentre il sito «acquavivapartecipa» dà notizia: «Dopo il clamore suscitato dalla notizia del calendario pro-trans realizzato con scatti rubati nella chiesa di Sant’Angelo, l’Archeoclub “Sante Zirioni” ne propone una visita guidata».

Diavolo e acqua santa: un’eterna liaison.

c.f.

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