Cerca

Venerdì 24 Novembre 2017 | 21:22

Al Libertà

Chiude chiosco legalità
Flop di Garanzia giovani

Il gestore si è rirato: si trattava della società Ep di Napoli finita al centro di una indagine della procura di Napoli per presunte collusioni con la camorra

Chiude chiosco legalitàFlop di Garanzia giovani

FRANCESCO PETRUZZELLI

Inaugurato il 26 maggio scorso in pompa magna è diventato subito il simbolo del riscatto sociale. Tanto da essere ribattezzato «il chioschetto della legalità». Taglio del nastro con le massime autorità civili, benedizione collettiva, aperitivo di benvenuto, applausi e l’entusiasmo contagioso delle mamme e dei ragazzini del quartiere. Senza dimenticare i nuovi posti di lavoro creati per gli under 30 e la disponibilità di due grossi sponsor locali a donare allestimenti e attrezzature. Insomma, gli ingredienti per una bella favola c’erano tutti. Ma dopo appena quattro mesi l’avventura è già finita per la solita burocrazia e anche per i troppi dubbi girati attorno a questa storia.

Arriva tristemente al capolinea l’esperienza del bar all’interno del parco «Mimmo Bucci» al quartiere Libertà, il punto ristoro affidato ai Salesiani della vicina parrocchia del Redentore assieme a un’azienda napoletana, la Ep, specializzata in ristorazione. Un connubio che sulla carta avrebbe finalmente rilanciato il locale, rimasto vuoto per quattro lunghi anni e con due bandi di affidamento andati deserti, e l’intero parco, creato e aperto nel 2013 sulle vecchie ceneri delle mura che coprivano le case dei Ferrovieri. Ma nulla da fare.

Dal primo ottobre scorso il locale è chiuso perché – come da pregressi accordi tra le parti, ma chissà perché mai citati nella giornata inaugurale e nella presentazione del progetto, lasciando intendere un arco temporale più ampio – l’esperienza doveva concludersi a settembre. E così è stato. Dal giorno dopo, quindi, nessuna tazzina di caffè da servire, nessuna birra da spillare e nessuna bevanda da versare nel bicchiere. Ora ciò che resta in via Don Bosco è quel chioschetto mestamente spento con le serrande bianche rigorosamente abbassate, pronte alla prossima pallonata o al prossimo atto vandalico (qui i teppisti infatti sono spesso di casa).

Uno schiaffone per l’intero Libertà che aveva creduto fortemente in questa goccia di speranza in un quartiere affogato da un mare di problemi e di guai, tra disoccupazione giovanile alle stelle, rischio devianza minorile, criminalità, dispersione scolastica ed emergenza casa.

Già durante l’estate si era sollevato un polverone giudiziario attorno al chioschetto per le vicende che, secondo il centrodestra cittadino e il Movimento Cinque Stelle, avrebbero coinvolto l’azienda Ep, finita in un’inchiesta della Direzione investigativa antimafia di Napoli su un presunto giro di appalti truccati all’ospedale di Caserta che vedeva coinvolto anche un cugino del boss Iovine del clan dei Casalesi. Più di un motivo quindi, secondo i consiglieri di centrodestra e i grillini, per chiedere con un’interrogazione al sindaco Antonio Decaro di «sospendere o di far sospendere ogni tipo di rapporto trattandosi di un bene (il chioschetto, ndr) di proprietà del Comune» e al fine di tutelare «anche il buon nome dei Salesiani, il cui spessore morale non è in alcun modo in discussione».

Ma prima di ogni giudizio terreno e divino, ci ha pensato la burocrazia a mettere i sigilli a questa esperienza e a far ripiombare il giardino nella sezione «terra di nessuno». Il bar infatti rappresentava anche un presidio fisso per allontanare teppisti, malviventi e malintenzionati. Ma poco è cambiato. Così poco che anche nelle ultime settimane Francesca Lozito (madre di Mimmo Bucci, il cantautore barese a cui è dedicato il parco) ha nuovamente esternato tutta la sua rabbia e delusione sui social network minacciando di rimuovere la targa di intitolazione: «A me interessa solo ed esclusivamente salvaguardare questo nome, il nome di mio figlio e la sua memoria. Di tutto il resto non mi importa più nulla ormai. Che andasse in malora tutto». Purtroppo quella profezia adesso suona come un’amara certezza.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione