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Sabato 25 Novembre 2017 | 06:50

Sei colpi

Bari, una rapina ogni 2 giorni.
Il benzinaio si «arma» di pale

La reazione del gestore di una stazione di servizio in via viale Europa sottoposto a un continuo saccheggio

Bari, una rapina ogni 2 giorni.Il benzinaio si «arma» di pale

FRANCESCO PETRUZZELLI

Le pale per difendersi, sistemate accanto a ciascuna postazione di carburante. «Perché abbiamo paura, non vogliamo rimetterci la vita. Qui lavorare è diventato un inferno». L’inferno da qualche settimana ha deciso di sistemarsi in viale Europa. Siamo alle porte del girone dantesco del quartier San Paolo. Da un lato si intravedono le forme di quello che fu lo stabilimento della Coca Cola, dall’altro i colori stinti delle palazzine popolari. Al centro di questa storia da Bronx una stazione di servizio Esso, finita nel triste guinness dei primati per il l’infelice record di sei rapine subite in appena dodici giorni. L’ultima alle 4 di lunedì mattina: un uomo con il volto coperto e armato di coltello ha minacciato un dipendente, si è fatto consegnare l’incasso ed è fuggito a piedi.

«Non potevamo fare altro, in questi casi meglio dare il denaro, ma così non possiamo andare avanti. Vogliamo solo lavorare in tranquillità» ripetono i dipendenti visibilmente scossi dall’ennesimo episodio criminale. Nell’elenco delle rapine denunciate ai carabinieri c’è davvero di tutto: dal rapinatore arrivato a bordo di una bici a quello che ormai è stato ribattezzato l’uomo-fantasma. Coperto da un lenzuolo e pistola in pugno ha arraffato il bottino ed è subito scappato. Non a bordo di un mezzo ma addirittura (fatto insolito) a piedi nudi. E si è presentato per ben due volte nella stessa giornata, sabato scorso, prima alle una e mezza di notte e poi quattro ore dopo, intorno alle ore 6. Sempre con le stesse modalità, avvolto da un lenzuolo e senza scarpe. A metà settembre invece i malviventi hanno agito in pieno giorno con i clienti rimasti terrorizzati nel bar tabacchi. Nel primo caso il rapinatore è fuggito in bici, nel secondo invece è fuggito in auto.

«In tutti i casi avevano un accento barese. Non sono né stranieri, né bande dell’Est. Si tratta di malviventi isolati ma poco lucidi perché è impensabile che un criminale di professione venga a piedi nudi o scappi in bici» ripetono dalla stazione di servizio invocando un intervento delle istituzioni. «Scriveremo una lettera al questore e al prefetto. Vogliamo anche incontrare il sindaco Antonio Decaro. Ci deve ascoltare» spiega, ma preferisce l’anonimato, la rappresentante legale della società che gestisce l’impianto. «Non vogliamo – sottolinea - dover ricorrere al self service notturno o tenere chiusa la stazione nelle ore serali perché significherebbe doverci privare di alcune unità lavorative. E questo non è giusto. Tra gli undici dipendenti ci sono padri di famiglia e ragazzi. E non è nemmeno una questione economica. Qui in ballo c’è soprattutto la vita dei lavoratori».

A un dipendente i malviventi hanno addirittura puntato il coltello tra le gambe, a un altro invece la pistola alla fronte. «Siamo esasperati, chiediamo aiuto. Ma per averlo dobbiamo aspettare come sempre il morto?». Intanto, le pale restano lì. Ultimo baluardo di un’apparente sicurezza.

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