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Giovedì 23 Novembre 2017 | 16:08

diritti negati a scuola

Sostegno, 700 cattedre
a maestre e prof senza titolo

Migliaia di alunni disabili in attesa di un docente non specializzato

ragazzi disabili a scuola

di ANTONELLA FANIZZI

Migliaia di alunni con differenti disabilità non hanno ancora conosciuto il proprio insegnante di sostegno. All’appello, soltanto a Bari e provincia, ne mancano 700, da condividere fra più studenti a seconda della gravità dell’handicap e quindi in base al rapporto uno a uno, uno a due, uno a tre.

Le nomine sono in ritardo. E il tempo che passa invano non è l’unico problema. I bambini e i ragazzi con deficit di natura fisica, mentale o comportamentale, finora costretti a frequentare le lezioni a singhiozzo perché non adeguatamente seguiti, se non addirittura a rimanere a casa, saranno aiutati nel percorso di crescita e di apprendimento da insegnanti senza il titolo.

Il Provveditorato sta continuando a coprire i posti vacanti attingendo dalle graduatorie degli abilitati. Una volta esauriti gli elenchi, le cattedre vuote saranno restituite alle singole scuole: sarà compito dei presidi colmare le lacune attingendo il personale dalle graduatorie di istituto. Ma le maestre e i professori che aspettano la chiamata non sono in possesso del titolo specifico: chi ce l’ha, ha già ricevuto la convocazione. Non è la prima volta che accade. Questa volta però i numeri sono importanti.

A lanciare l’allarme e a schierarsi al fianco dei bambini, dei ragazzi, delle loro famiglie e dei docenti sono i sindacati. Spiega Ezio Falco, segretario provinciale della Flc-Cgil: «Il ministero non ha più promosso le scuole di specializzazione e i Tfa (tirocinio formativo attivo), strumenti utili a conseguire l’abilitazione sul sostegno. Per la verità gli ultimi Tfa, che precedono la riforma sul reclutamento, partiranno in questi giorni seppur con accessi contingentati e comunque inferiori alle reali esigenze. Il Miur continua a far prevalere le logiche del risparmio rispetto al diritto allo studio che deve essere garantito a tutti, ancor di più agli alunni in difficoltà».

La situazione più complessa è quella della materna. A fronte di 654 richieste, ne sono state soddisfatte 437. Significa che a seguire i piccoli disabili dai 3 ai 6 anni dovranno essere 217 maestre di posto comune. Una disparità che, è facile prevedere, manderà i genitori su tutte le furie. I docenti che non hanno conseguito il titolo sul sostegno dovranno dunque conquistarsi la fiducia delle famiglie.

Alle elementari su 1.530 posti, ne restano da assegnare 203. Alle medie inferiori su 1.078 posti, ne mancano appena 40. Alle superiori su 1.285, le cattedre scoperte sono 250. Per quest’ultimo ordine di istruzione, le operazioni da parte dell’Ufficio scolastico provinciale sono ultimate. Ai presidi toccherà reperire ulteriori 250 professori, pur senza specializzazione.

Il provveditore, Pina Lotito, difende comunque il lavoro fin qui svolto. «La situazione - spiega - sarebbe stata ancora più complessa se non fossimo riusciti a riportare a casa centinaia di insegnanti di sostegno che sono di ruolo in una scuola del nord Italia ma che, attraverso il meccanismo delle assegnazioni provvisorie, hanno chiesto di poter operare nella provincia d’origine. Su un totale di 4.547 posti, ne abbiamo coperti 3.847 con docenti in possesso dell’abilitazione».

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