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Martedì 24 Ottobre 2017 | 04:12

la città che cambia

Crocieristi anche a Natale
«Il commercio si prepari»

La novità: arrivano le navi invernali e quelle extralusso

Crocieristi anche a Natale «Il commercio si prepari»

di Daniela D’ambrosio

L’estate finisce ma i crocieristi non ci lasciano, anzi quest’anno li vedremo in giro per la città anche il giorno della vigilia di Natale. Forse sceglieranno di fare shopping nella nuova via Sparano che, se non sarà ultimata, almeno dovrebbe mostrare tutti e sei i salotti tematici completi. Il sindaco ha promesso questo regalo ai baresi e non solo per il giorno della festa liturgica di San Nicola e quindi forse potremo mostrare la nuova immagine della via principale della città anche a tutti i turisti che, quest’anno per il primo anno, continueranno ad attraccare al porto fin dopo l’Epifania.

Non tutti certamente sceglieranno di restare in città, qualcuno magari penserà di passare il giorno della vigilia nel presepe naturale dei trulli di Alberobello o in qualcuna delle altre perle dell’hinterland barese sempre tappa di escursioni ma le immagini dell’area metropolitana addobbata a festa comunque gireranno un po’ più per il mondo in una veste inedita e non solo estiva.

Nel mese di settembre ci lasciano due navi, di quelle con il comignolo giallo che ormai fanno parte integrante delle foto cartolina del lungomare barese: la Deliziosa, che per tutta l’estate ha fatto tappa a Bari arrivando da Venezia, con il suo carico di turisti del Nord Italia e Nord Europa, e la NeoClassica che invece ha portato a Bari con i charter una prevalenza di turisti francesi e spagnoli. Quella che arriva adesso è la Luminosa, ogni domenica, a partire dall’8 ottobre e fino al 7 gennaio, quindi, guardando il calendario, anche il 24 e 31 dicembre. Il 7 gennaio sarà il giorno dei crocieristi extralusso, perché lo scalo speciale, in arrivo da Venezia, è la seconda tappa di un giro del mondo di circa tre mesi.

Gli attracchi domenicali sono un argomento sempre molto contestato dai commercianti, per l’eterno problema della chiusura festiva in nome del riposo settimanale che faceva trovare ai turisti le vetrine sbarrate. Negli ultimi anni però, le cose sono un po’ cambiate e, via Sparano in particolare, ormai piena di franchising e sempre più destinata ad accogliere negozi monomarca di grandi griffe, piuttosto che di catene più commerciali, è forse la strada del commercio che più di altre offre la possibilità di shopping domenicale. Il mese di dicembre, poi, è quello delle aperture continuate per la maratona ai regali, quindi forse il movimento supplementare potrebbe essere gradito ai commercianti che un po’ stanno patendo le recinzioni imposte dal cantiere della ristrutturazione.

«Le aperture domenicali in quanto tali restano sempre un problema – commenta Benny Campobasso, presidente Confersercenti Puglia – ma una maggiore affluenza turistica che si concentra nel periodo di Natale è un’opportunità che cade in un buon momento. Subito dopo l’Epifania, ma anche prima ormai, iniziano i saldi e le nostre vetrine saranno quanto mai appetibili per chi arriva in città».

«Il problema da affrontare – aggiunge – come Bari, ma anche come città metropolitana, è quello dell’attrattività, argomento su cui ormai i commercianti si battono da tempo».

«Le imprese commerciali – conclude Campobasso – da tempo hanno smesso di chiedere sostegno per se stesse, piuttosto chiedono investimenti sul territorio in chiave attrattiva. Non sono solo i negozi a poter fare da catalizzatore, ma gli eventi e soprattutto la promozione. I crocieristi devono scendere a Bari ma Bari e il suo territorio devono saper salire sulle navi in termini propositivi, farsi conoscere, invogliare alla visita. Abbiamo bellezze fruibili tutto l’anno, dobbiamo lavorare per sganciarci dall’immagine di città di passaggio».

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Commenti all'articolo

  • Filosofo

    14 Settembre 2017 - 12:12

    Speriamo bene per i commercianti. Le precedenti Amministrazioni hanno tante colpe da farsi perdonare: compresa quella di aver vietato l'apertura dei negozi nei giorni di domenica. I turisti arrivavano e trovavano i negozi chiusi. E pensare che diverse città marinare italiane avrebbero fatto le carte false pur di essere incluse come scalo. Bari fu inclusa, ma mal amministrata.

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