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Martedì 21 Novembre 2017 | 14:58

seminario 13 e 15 a Bisceglie e Bari

«Imparare lavorando, un impegno
per l’occupazione dei giovani»

lavoro

Preparare al lavoro attraverso il lavoro è da sempre uno dei cardini della Formazione Professionale, un sistema che,
come dimostrano i numeri, favorisce in modo rilevante l’occupazione giovanile: non è quindi un caso che la
sperimentazione del cosiddetto “Sistema duale”, avviata e finanziata nell’ultimo anno dal Ministero del Lavoro,
sia guardata con grande interesse da formatori e imprese.

Su questa esperienza si concentra la 29° edizione del Seminario Europa, l’iniziativa itinerante ideata dal CIOFS-FP
(Centro Italiano Opere Femminili Salesiane – Formazione Professionale) che quest’anno si terrà in Puglia:
apertura e lavori il 13 e 14 settembre a Bisceglie, presso il Nicotel Bisceglie, dove interverrà anche la Ministra
dell’Istruzione Valeria Fedeli; giornata conclusiva il 15 settembre a Bari negli spazi della Fiera del Levante,
Stand Regione Puglia.

Il Seminario Europa vuole essere un momento di confronto tra Istituzioni, Imprese ed Enti di Formazione,
da qui la collaborazione organizzativa con FORMA e CONFAP, sulle tematiche della Formazione
Professionale, del Lavoro e dell’Occupazione Giovanile: parteciperanno, infatti, i Ministeri dell’Istruzione e del
Lavoro, l’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro), l’INAPP (Istituto Nazionale per l'Analisi delle
Politiche Pubbliche), l’INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di Istruzione e di
Formazione), CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali), Confindustria, Confartigianato e diverse Regioni.
Come osserva per il CIOFS-FP Lauretta Valente, ideatrice del seminario fin dalla prima edizione, “con il titolo Il
Duale per l’Italia.

Contaminazione istituzionale e sociale alla base del lavoro per i giovani vogliamo portare
l’attenzione sulle modalità di interazione. La fase di avvio della sperimentazione ministeriale è stata importante e molto attesa. Oltre a fare un bilancio dei primi esiti, vorremmo darci nuovi obiettivi e cercare di capire tutti insieme come migliorare e portare a termine la costruzione di una filiera professionalizzante della formazione dalla IeFP (Istruzione e Formazione
Professionale) fino ad agganciare direttamente l’ITS (Istruzione Tecnica Superiore) e a mettere a sistema
l’interazione di queste con i servizi per il lavoro e con le realtà economiche e imprenditoriali del territorio. Sono nati
nuovi organismi pubblici e i rapporti con le imprese si sono intensificati, per cui è necessario considerare anche le loro esigenze”.

Un obiettivo non solo di forma, quest’ultimo, come precisa Angela Elicio, direttrice nazione del CIOFS-FP, “le
attività dei giovani direttamente in azienda sono lo strumento vincente, come dimostrano molte esperienze europee e
l’occupazione generata dalla formazione professionale, che ha sempre privilegiato la pratica e i laboratori. Ora con l’alternanza
rafforzata della sperimentazione di almeno 400 ore di attività in azienda e l’implementazione dei contratti di

apprendistato in tutta Italia, si mettono anche le aziende e gli artigiani di fronte a nuove responsabilità e
opportunità. È importante costruire con il mondo produttivo accordi e modalità utili per giovani e sostenibili per le imprese”.
In molti Paesi europei, tra cui il più citato è la Germania, la valorizzazione dei mestieri e gli strumenti messi a punto
per il Sistema duale hanno dato esiti importanti per rispondere al fenomeno dei NEET e della disoccupazione.
Quest’anno al Seminario Europa del CIOFS-FP saranno ospiti una delegazione proveniente dalla Spagna e
una dalla Gran Bretagna, proprio per illustrarne metodi e scelte.

In Italia – come ha dichiarato di recente lo stesso Sottosegretario Luigi Bobba, che interverrà durante la giornata
conclusiva del Seminario Europa –, viceversa i numeri sono ancora troppo modesti dal punto di vista delle quantità assolute per poter contrastare con efficacia la disoccupazione.

I Protocolli stipulati dal Ministero del Lavoro con le Regioni hanno nondimeno determinato il passaggio dalle
iniziative promosse in alcune Regioni, in particolare al Nord e al Centro, all’impegno di attivare percorsi di
formazione con esperienze in azienda o con impresa formativa simulata o, ancora, di sviluppare
l’apprendistato di I livello in tutto il Paese. Per sostenere la svolta, vanno ricordati i finanziamenti di 87 milioni
di euro stanziati per il 2015 e gli ulteriori 27 milioni per il 2016 che le Regioni sono state spinte a implementare
con richieste di risorse al Fondo Sociale Europeo. Ciò nonostante la situazione non è ancora omogenea.

Grazie alle azioni messe in campo – IeFP, Sperimentazione Duale, Sviluppo dell’Alternanza in forma universale e
ITS –, nelle Regioni che hanno avviato i percorsi dal gennaio 2016 risultano iscritti circa 21.000 allievi e
1.950 utenti in percorsi modulari; dal gennaio 2016 all’aprile 2017 risultano attivati 11.732 contratti di
apprendistato, di cui 10.612 di I livello per il conseguimento di una qualifica o di un diploma o di una
specializzazione tecnica superiore, oltre a 1.120 apprendistati di alta formazione e ricerca.

D’altra parte, la scelta di un percorso di Formazione Professionale segna, secondo il CIOFS-FP, un trend che era in
crescita costante già prima della sperimentazione ministeriale: da poche migliaia di studenti all’avvio nel 2003-2004,
oggi si contano 350.000 allievi, in virtù del fatto che la metà dei ragazzi che hanno terminato il triennio trovano
lavoro entro l’anno successivo e che, da alcuni anni, è possibile continuare gli studi presso i cosiddetti ITS,
con funzioni di approfondimento analoghe a quelle universitarie, ma su specifici segmenti dedicati a chi sceglie fin da
subito la concretezza della preparazione a un mestiere.

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