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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 00:24

mercato nero dei pezzi di ricambio

A Bari Carbonara la discarica
abusiva gestita della malavita

Abbandonati i rifiuti delle officine colluse con la criminalità

discarica

di LUCA NATILE

BARI - La discarica della malavita. Nell’immondezzaio scoperto l’altro giorno dagli agenti della Polizia Municipale in contrada Lamacchia a Carbonata c’era un campionario dei rifiuti «non pericolosi» prodotti da alcuni dei business illegali più diffusi e lucrosi. In quel terreno di 2000 metri quadrati i vigili hanno trovato la carcassa di una Bmw data alle fiamme, priva di motore e con il numero di telaio completamente corroso dal fuoco. In più parti di automobili «cannibalizzate», resti di carrozzeria, scarti edilizi da demolizione, monitor di pc, vecchie slot machine, macchine da caffè abbandonate, mobili in disuso, legname di vario genere, bustoni in PVC contenenti alghe marine, guaine di cavi elettrici che contenevano fili di rame. Gli agenti hanno sottoposto l’area a sequestro giudiziario per i reati di discarica abusiva e combustione illecita di rifiuti. Alla scoperta ora stanno facendo seguito le indagini giudiziarie. Per quello che riguarda l’abbandono incontrollato di cumuli di scarti edilizi da demolizione si tratta di un illecito commesso in seguito a piccoli lavori di ristrutturazione non denunciati. Lo smaltimento di queste macerie ha un costo troppo elevato per chi lavora in nero.

Da dove provengono invece le parti di carrozzeria e lo scheletro dell’automobile incenerita?

E più che possibile che la carcassa appartenga ad una Bmw rubata e utilizzata per consumare furti e rapine. Dandola alle fiamme chi l’ha utilizzata, dopo aver «espiantato» il motore e smontato le parti riutilizzabili, ha cercato (riuscendoci) di cancellare ogni traccia. In questi tempi di crisi, poi, sta rifiorendo il «mercato nero» dei ricambi di carrozzeria (cofani, para fanghi, paraurti, griglie, fari, fanali, retrovisori), di meccanica (radiatori, elettroventole, ammortizzato ri, dischi e pastiglie freno, frizioni, batterie) ed accessori (catene, deflettori aria, sensori di parcheggio). Finiscono in questa specie di realtà parallela non solo le automobili rubate e poi «cannibalizzate» (smontate pezzo dopo pezzo) ma anche le cosiddette «parti del tutto», ossia singoli pezzi (ruote, cerchioni, parafanghi, specchietti smontati e portati via mentre il veicolo rimane fermo nel suo parcheggio. Il lavoro di recupero di alcune parti da usare come pezzi di ricambio viene fatto in officine clandestine oppure carrozzerie i cui proprietari sono collusi con la criminalità.

Il furto di automobili ( e di conseguenza il riciclaggio dei mezzi rubati) è l’unico reato che non conosce crisi. Nel corso del 2016 (si attendono per la fine dell’anno i dati 2017) le forze di polizia hanno raccolto migliaia di denunce, in media più di 5 al giorno. In base a quanto emerge dal «Dossier annuale sui Furti d’Auto» elaborato dalla società specializzata nel recuperi di beni rubati LoJack Italia partendo dai dati del Ministero dell’Interno, in tutta Italia (Puglia compresa) spariscono mediamente più di 13 auto ogni ora. Roma e Napoli sono le città più colpite, seguite da Milano, Catania, Bari e Palermo. L'aumento della professionalità e la tendenza ad associarsi dei ladri d'auto, quando non fanno già parte di malavita organizzata, rappresentano una crescita consolidata. Così come sempre più attivi e organizzati sono i ladri di rame, abili nel sottrarre cavi elettrici per ripulirli dalle guaine in plastica rigida e venderne ai ricettatori l’anima in rame.

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