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Venerdì 24 Novembre 2017 | 12:18

Università

Sciopero dei professori
incertezza agita gli studenti

Un centinaio le adesioni dei docenti contro il mancato rinnovo del contratto

Università di Bari - Piazza Umberto I, 1, 70121 Bari

Università di Bari

ENRICA D'ACCIO'

BARI - Sono 19 professori del Politecnico e 145 dell’Università di Bari firmatari dello sciopero nazionale indetto dal «Movimento per la dignità della docenza universitaria». I docenti, com’è noto, protestano per il blocco delle classi e degli scatti stipendiali, fermi dal 2011, per i mancati adeguamenti e le modifiche alle retribuzioni, che si faranno sentire anche al momento della pensione. E mentre tutti gli altri dipendenti del pubblico impiego hanno parzialmente sbloccato la loro situazione già dal 2015, per gli universitari lo sblocco è entrato in vigore solo dal 2016.

Sulla carta, nessuna interruzione per l’attività didattica né disagi per i laureandi. Un esempio: «Nel nostro dipartimento che prevede di norma due appelli per la sessione autunnale, gli studenti avranno semplicemente una chance in meno», spiega Francesca Lisi, docente presso il dipartimento di informatica dell’università barese. Un appello in meno. E un esame più affollato a fine mese. Non a caso gli studenti in fibrillazione hanno spedito una marea di mail ai docenti per avere conferme sul calendario degli esami. «Ma non siamo tenuti a rispondere agli studenti – chiarisce ancora Lisi – perché i docenti che non hanno aderito alla sciopero potrebbero decidere, anche all’ultimo momento, di aderirvi».

«La protesta è legittima non ma non deve consumarsi sulla pelle degli studenti», tuona Piercarlo Melchiorre, dal coordinamento universitario Link Bari, l’associazione che oltre a tenersi in contatto con i docenti ha già presentato una serie di mozioni, nei consigli di dipartimento e nei senati accademici. L’obiettivo per gli studenti è non perdere nemmeno un appello. Quasi tutti i dipartimenti, in realtà, prevedono due appelli per la sessione autunnale e lo sciopero riguarderà, com’è noto, solo il primo. E i dipartimenti che prevedono un solo appello? «In quel caso è previsto che gli atenei fissino un appello straordinario dopo il quattordicesimo giorno dallo sciopero», spiega lo stesso Melchiorre.

In alcune Facoltà la situazione è più complessa. A Farmacia, ad esempio, dove gli esami sono mensili, non semestrali. «Saltare l’appello di settembre, significa saltare tutto il mese di settembre», spiega Jolanda Stea, dell’associazione studentesca New Team. «Bisognerà fare tutto ad ottobre. Questo potrebbe comportare dei disagi per chi deve laurearsi a novembre o cominciare a preparare la tesi e, magari, aveva in programma l’ultimo esame proprio a settembre. Abbiamo richiesto maggiore flessibilità per questi calendari, di far slittare la data delle consegne. Fino a questo momento, abbiamo ricevuto la massima disponibilità a collaborare da parte dei docenti».

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