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Domenica 19 Novembre 2017 | 09:47

edilizia

No alle villette sul neolitico
a Palese sfila la protesta

Il cantiere della discordia. Il raduno oggi alle 18 sul lungomare, davanti al rudere del Poseidon

palese

di DANIELA D'AMBROSIO

Il cartello è apparso da qualche giorno e ha rinverdito polemiche mai sopite. Sul lungomare di Palese, in via tenente Noviello, all’altezza del rudere di quello che, negli anni ‘90, è stato l’hotel Poseidon, è annunciata la prossima realizzazione di ville unifamiliari indipendenti, con tanto di rendering e numeri di telefono dell’ufficio vendite. La zona, però, è stata più volte oggetto di interesse archeologico legato al ritrovamento di un insediamento neolitico e le associazioni che sostengono che quelle costruzioni non s’hanno da fare hanno organizzato una sfilata di protesta per questo pomeriggio alle 18.

Siamo nel territorio noto come «la punta» o «lo scoglione», un tratto di costa dove l’acqua è particolarmente cristallina, preso d’assalto in estate nonostante l’aspetto impervio e la difficoltà di accesso a mare. Da anni i palesini, e non solo, invocano la sistemazione di quella spiaggia naturale ma senza risultato.

Antiche storie collocherebbero in quel punto un tempio dedicato alla dea Pale, da cui fanno derivare in nome dell’attuale quartiere della periferia a nord di Bari.

Delle tracce di un villaggio neolitico e di alcuni scavi effettuati in zona ha scritto la Gazzetta, già nel 1965, come riportato da un testo sulla storia di Palese, a firma Leonardo Del Turco ma non ci sono certezze circa i ritrovamenti, di cui certamente si parla da una trentina di anni. Fra le varie voci di autorevoli studiosi che si sono levate in difesa del patrimonio sotterraneo, qualcuna parla di sette, altre di otto, altre di addirittura nove tombe e per giunta in perfetto stato di conservazione.

Dal 1965 ad oggi, comunque, la zona è stata interessata da varie costruzioni, ultima l’hotel Poseidon degli anni ‘90, e nulla si sa di ritrovamenti o danneggiamenti in fase di costruzione.

Nel 2011 la zona è stata oggetto di una richiesta di permesso di costruire e di una serie di valutazioni da parte della soprintendenza. A seguire, nel 2014, anche di un’interrogazione parlamentare di Tofalo, del Movimento 5 Stelle perché fosse fatta luce sulla reale situazione dell’area.

«Siamo di fronte all’ennesimo stupro ai danni del nostro patrimonio archeologico - si legge in un estratto dell’interrogazione a firma del parlamentare pentastellato - l’interesse della zona è noto da quando sulla spiaggia poco distante fu rintracciato parte dell’abitato neolitico. L’intera zona fu sottoposta a vincolo archeologico, inclusa la villa e il giardino del sito in questione». E poi ancora: «Dalla testimonianza degli archeologi è emersa l’eccezionalità del sito: imponenti strutture murarie a doppio paramento, pavimenti in lastrine di pietra.... Diversi professori hanno visitato il sito affermandone l’unicità al mondo».

In questi ultimi anni le polemiche non si sono mai sopite, anzi, si sono se possibile moltiplicate. Quello che sembra essere abbastanza certo è che in quell’area c’è una parte di territorio sicuramente sottoposta al vincolo della soprintendenza e un’altra parte libera, che la richiesta di permesso a costruire c’è e risale al 2011, che a seguito di questa richiesta l’ufficio tecnico preposto ha chiesto il nulla osta della Soprintendenza che, a sua volta, nel dicembre 2011, ha richiesto «attività di archeologia preventiva».

Al termine di queste attività, una lettera a firma del soprintendente Luigi La Rocca ha messo la parola fine, affermando che non c'è motivo di negare il nulla osta alla costruzione delle villette, a campagna scavi conclusa e a indagini effettuate su un'area di 400 metri quadri. Non ci sarebbe, quindi, nel sottosuolo, proprio nulla da salvaguardare, né meno che mai da trasformare in museo, come richiesto da associazioni e comitati sorti in difesa del tesoro nascosto.

Ad oggi non ci sono conferme dagli uffici competenti sul definitivo rilascio dei permessi né chiarimenti sulla zona specificatamente interessata dalle costruzioni ma il cartello recentemente affisso lascia pensare che un iter in corso ci sia e stia procedendo a grandi passi. La sfilata organizzata per questo pomeriggio vuole interrompere questi passi e riaccendere in riflettori sulla questione, che potrebbe, però avere assolutamente tutte le carte in regola. I cittadini sperano a questo punto di avere risposte definitive: se l’area di cui si parla è davvero unica al mondo, come alcuni studiosi avrebbero affermato, è giusto che abbia la considerazione che merita. Se non lo fosse è comunque giusto fare chiarezza su un’area che si affaccia su una costa bellissima del territorio di Palese, che i cittadini attendono da tantissimi anni di vedere valorizzata come merita.

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