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Lunedì 20 Novembre 2017 | 08:43

inciviltà

Vandali in piazza del Ferrarese
saccheggiate basole a Bari vecchia

scavi archeologici

di FRANCESCO PETRUZZELLI

Adesso toccherà alla Soprintendenza indicare la strada del restauro. Rimediare a quei pezzi di vecchia pavimentazione staccati in due punti e spariti nel nulla. Simboli di una storia bistrattata e dimenticata. Nemmeno ad agosto i vandali vanno in vacanza. Questa volta a farne le spese gli scavi archeologici di piazza del Ferrarese, i resti di Porta Mare (o Porta Mola), che indicano la vecchia via Traiana.

A fare l’amara scoperta è un cittadino che sulla pagina Facebook del sindaco Antonio Decaro ha postato le immagini del danneggiamento suscitando in poco tempo l’indignazione dei social network. Indignazione solo virtuale e sulle tastiere visto che il fattaccio è stato commesso qualche giorno fa nel cuore della movida. Nel silenzio generale. In tanti – siamo pur sempre all’ingresso di Bari vecchia e non nella sperduta periferia – avranno magari notato qualcuno aggirarsi negli scavi (nei quali peraltro è vietato entrare) ma senza muovere un dito per fermare l’ennesimo scempio urbano.

In un primo momento il distacco delle basole è stato addebitato ai recenti lavori di riempimento e di svuotamento che hanno interessato gli scavi durante la sagra di San Nicola e il vertice del G7. A maggio scorso infatti furono tombati per ragioni di sicurezza perché la presenza a pochi passi del cantiere del Mercato del Pesce non garantiva la circolazione. Quindi meglio procedere con la chiusura. Poi a metà luglio il sito è tornato di nuovo fruibile.

Ieri mattina i tecnici comunali della ripartizione Lavori Pubblici hanno effettuato un sopralluogo accertando che non c’è alcuna responsabilità della ditta incaricata – la stessa che sta recuperando il vecchio mercato ittico – e che si è tratto di un puro e tremendo atto vandalico. «Quell’intervento – realizzato dall’impresa impegnata nel cantiere dell’ex Mercato del Pesce – spiega in una nota il Comune - è stato eseguito secondo le prescrizioni della Soprintendenza con la posa in opera di “tessuto non tessuto” sullo scavo, poi riempito di materiale incoerente sino alla quota di calpestio della piazza, ricoperto da un telo impermeabile e infine sovrastato da una copertura in tavolato dello spessore di 3 centimetri circa». Copertura rimossa poi solo il 20 luglio scorso, con gli scavi completamente integri, all’indomani delle proteste e delle pressanti richieste di residenti e turisti: «Riaprite il sito, gli scavi devono essere visibili». Evidentemente non potevano immaginare che subito dopo sarebbero diventati il ring di un altro raid vandalico. Scavi peraltro così richiesti ma spesso non valorizzati e all’occorrenza trasformati in pattumiera con lattine, cartacce e resti di cibo.

A Bari vecchia da tempo residenti e commercianti convivono con l’incubo dei teppisti. Spesso giovanissimi che in preda alla rabbia e alla noia distruggono tutto ciò che notano. Anni fa ad essere presa di mira è stata più volte la Colonna Infame con il leone utilizzato come giostra o come parete per lasciare scritte, ingiurie e scarabocchi. Tanto da costringere Comune e Soprintendenza a valutare la possibilità di recintare il monumento, uno dei più fotografati sui libri di storia e sulle guide turistiche. Poi ciclicamente tocca alla Muraglia ormai invasa da scritte di ogni tipo; poi ancora ai campetti di calcio e poi ancora alle giostrine di largo Santa Chiara o, nell’ambito delle nuove tendenze del perfetto vandalo al passo coi tempi, alle paline turistiche che informano turisti e curiosi sulle bellezze artistiche e architettoniche della città.

Eppure le iniziative di contrasto e di prevenzione non mancano. Da maggio scorso proprio all’ombra della basilica di S. Nicola è nato «I Custodi della Bellezza», il gruppo di volontari che ha lo scopo di prendersi cura e di custodire la bellezza della città vecchia, mantenendo puliti i vicoli e le piazze e sorvegliando gli spazi. Chissà se sulla loro strada incontreranno questi teppisti in erba.

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