Cerca

Domenica 19 Novembre 2017 | 04:19

lavori pubblici

Via Sparano, il cantiere
sfinisce i commercianti

Disagi piccoli o grandi. Non c'è un isolato senza recinzione

Via Sparano, il cantiere sfinisce i commercianti

di Daniela D’ambrosio

Alla fine dei lavori probabilmente sarà bellissima. Certo i pareri sul progetto sono discordi, ma è altrettanto vero che la maggior parte dei cittadini e dei commercianti sono completamente convinti del fatto che via Sparano avesse assoluto bisogno di essere rimessa a nuovo. La serie di disagi e disservizi era diventata troppo lunga e richiedeva un intervento radicale. Quello che resta in discussione è quale e magari anche come.

I primi due isolati sono completi e sono stati discussi e passati al microscopio quasi fino alla nausea, ora i lavori si concentrano davanti alla chiesa di San Ferdinando, terzo tratto che si prepara a vedere la luce. Ma passeggiando lungo quei novecento metri, poco più o poco meno, che separano piazza Moro da corso Vittorio Emanuele, non si riescono a fare cento metri di fila senza incappare in una qualche recinzione o in un qualche cartello lavori in corso. E per quanto fossero preparati ai disagi, i commercianti cominciano a malsopportare i disagi.

Ieri mattina alcuni negozi sono rimasti senza luce dall’apertura fino all’ora di pranzo con il conseguente malcontento e le ricadute sulle vendite: «Con le vetrine spente non entra nessuno - dice la titolare di un negozio di abbigliamento sportivo e per il tempo libero - e senza luce non possiamo rilasciare scontrini né accettare pagamenti con bancomat e carte di credito. È la seconda volta in quindici giorni. Devo quantificare il danno? Non credo».

«I lavori che richiedono la sospensione del collegamento elettrico - incalza - vanno fatti di notte, almeno una piccola attenzione per limitare i disagi. Ma non pensano nemmeno a questo».

«Un disagio al giorno, ogni giorno ce n’è una - lamenta - siamo in questa situazione da gennaio e sinceramente iniziamo a non farcela più».

La coda dei disagi si sente anche sugli isolati già conclusi, perché per parlare di una vera ripresa bisognerà aspettare la conclusione dell’opera: «Via Sparano - commenta Mino D’Alonzo, titolare di ben quattro attività sulla strada - conta dieci milioni di passanti l’anno. Sono presente in quattro isolati e per questo certamente fra i più penalizzati, ma allo stesso tempo fiducioso di poter raccogliere i frutti nel tempo, quando tutto sarà finito».

Parliamo di incassi: «Sono sotto del 40 per cento - prosegue - e se pensa che una perdita del dieci per cento porta già crisi, s’immagini cosa vuol dire il 40. Ad oggi ho licenziato 25 persone su quattro sedi ma sono certo che il risultato finale sarà ottimo».

La fine dei lavori è prevista per la primavera prossima e in quel momento si potrà tracciare un bilancio di costi e benefici: «Se mi parla di bilanci - dice ancora D’Alonzo - quelli che parleranno saranno quelli di chiusura del 2017 e non saranno buoni».

Sull’isolato fra corso Vittorio Emanuele e via Piccinni, recentemente concluso, il movimento è ripreso, incrementato del trenta per cento. E questo, secondo D’Alonzo, è già un buon segnale.

I gazebo rimossi non sono stati rimontati in attesa delle linee guida da parte del Comune per strutture adeguate alla nuova immagine di via Sparano. «Per ora si sopravvive ed è tutto un punto interrogativo - conclude - ma sono certo che sarò ricompensato di tutto negli anni che verranno. D’altra parte la strada non poteva più restare nelle condizioni in cui era, i sottoservizi lasciavano molto a desiderare. Chiunque fa lavori in casa sa che deve subire e poi godere del risultato finale. Va così».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • FMARTINA

    24 Agosto 2017 - 11:11

    INUTILE CANTIERE VIA SPARANO

    Rispondi

  • rossini

    24 Agosto 2017 - 08:08

    Ma in via Sparano ce le avevamo le fioriere, con tanto di panchine incorporate. Una barriera insormontabile contro eventuali attentati. Ora il Sindaco, che aveva un po' di milioni di euro da gettar via, le ha fatte demolire per far posto alle ridicole e scomode panchine a forma di tasto di pianoforte. Contrordine Compagni! Di nuovo fioriere?

    Rispondi

Altri articoli dalla sezione