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Martedì 21 Novembre 2017 | 15:02

Reazione a catena

Molfetta, auto in fiamme
sei persone intossicate

Il fumo sprigionato dall'incendio è entrato nelle abitazioni dalle finestre aperte per il caldo

Molfetta, auto in fiammesei persone intossicate

LUCREZIA D’AMBROSIO

MOLFETTA - Sei persone intossicate. Due anziani, di 92 e 86 anni, in ospedale per colpa del fumo inalato ma anche per lo spavento. La facciata di uno stabile completamente annerita. Ma poteva andare peggio. Decisamente. Tutta colpa di un gruppo di balordi (i carabinieri ritengono si tratti di una banda di delinquenti) che, intorno alle 3, ha deciso di dare fuoco ad una Fiat «Punto», dopo averla parcheggiata in via Giovanni Rodolfo Azzollini.

Le fiamme hanno poi raggiunto altre due auto vetture parcheggiate lungo la via. E, nel giro di qualche minuti, è stato un inferno di fuoco. Le fiamme, alte, hanno raggiunto un appartamento a piano terra e il fumo, denso e nero, è entrato negli appartamenti dello stabile. In molti, colpa del caldo, avevano le finestre aperte. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri, le ambulanze del 118. E il loro intervento è stato quanto mai provvidenziale.
Proprio i vigili del fuoco, oltre a domare le fiamme, che rischiavano di raggiungere anche altre autovetture, hanno dovuto tagliare le grate di protezione di un appartamento. E sempre i vigili del fuoco hanno tratto in salvo una persona allettata. In molti sono stati aiutati, sul posto, dagli operatori del 118. Le fiamme sono state domate solo dopo qualche tempo. Solo le luci del giorno hanno restituito serenità dopo una notte trascorsa tra le fiamme, il fuoco e la paura. Ma dappertutto restano i segni della sconsideratezza di un gruppetto di incendiari.

Non ci sono dubbi sull’origine dolosa dell’incendio. La «Punto», da cui si è propagato l’incendio, è risultata rubata qualche giorno fa a Bisceglie e non è escluso che sia stata utilizzata per compiere furti e rapine. Ma perchè bruciarla? Tra le ipotesi al vaglio dei carabinieri, che indagano, c’è la possibilità che l’auto sia stata «sacrificata» per distrarre i carabinieri. Il sospetto è forte perchè, proprio mentre le auto e gli uomini erano impegnati in via Azzollini, da un’altra parte della città qualcuno ha ripulito un negozio di frutta e verdura.

Le indagini non escludono comunque anche altre piste sulle quali viene mantenuto il riserbo. Al momento gli investigatori stanno recuperano eventuali filmati di videosorveglianza delle attività commerciali della zona per individuare gli autori dell’incendio. Resta da capire poi da quanto tempo la «Punto» fosse parcheggiata lì. I controlli e le indagini continuano. Nel frattempo sui social esplode la rabbia dei residenti della zona che ritengono i responsabili dell’incendio potenziali assassini.

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