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Giovedì 23 Novembre 2017 | 13:54

università di Bari

Un posto da ricercatore? Che fatica
e il Tar Puglia rimescola le carte

Due diverse commissioni, divergenze di opinioni, ora anche la decisione del Tar, ed è tutto da rifare

Tar Puglia, nel 2016 smaltititutti i ricorsi contro appalti

di VALENTINO SGARAMELLA

BARI - Ricorso al Tar Puglia per un posto di ricercatore a tempo determinato all’Università di Bari nell’ex dipartimento di Scienze dell’Antichità e del Tardoantico della Facoltà di Lettere. Una contesa che dalle aule universitarie si trasferisce in quelle dei tribunali amministrativi. È quanto accade alla dottoressa Sabina Castellaneta, il cui ricorso dinanzi al giudice amministrativo è stato accolto.

La vicenda comincia nel 2013 quando la Regione bandisce una misura denominata «FutureInResearch» che finanzia progetti condotti da ricercatori a tempo determinato selezionati dall’Università di Bari. La Castellaneta, vincitrice della selezione regionale con un progetto in letteratura greca, presenta 27 titoli e 12 pubblicazioni. L’altro concorrente 8 titoli e 7 pubblicazioni.

A settembre 2015 si istituisce una prima commissione composta dai professori Fausto Montana e Franco Montanari (componenti esterni) e Olimpia Imperio (componente interno). Il dissidio tra i commissari nasce attorno al metodo di valutazione dei candidati. Che criterio stabilire nell’assegnazione del punteggio? I professori Montana e Montanari optano per il cosiddetto «metodo della maggioranza», la Imperio chiede che sia impiegata la media aritmetica dei voti espressi da ciascun commissario. Si chiede un parere all’Avvocatura universitaria e questa indica il criterio della media aritmetica. La commissione applica, dunque, tale metodo per la valutazione di Castellaneta, ma, nel corso dei lavori, i due componenti esterni, nonostante il parere opposto dell’Avvocatura, applicano il metodo della maggioranza per la valutazione dell’altro candidato. I candidati giungono in tal modo a un punteggio di parità: 52/100 per entrambi.

A questo punto il rettore Antonio Uricchio non approva l’esito della commissione «per evidenti profili di illegittimità» ponendo l’accento proprio sulla violazione della par condicio tra i concorrenti. Uricchio nomina così una seconda commissione il 5 maggio 2016 e si riparte da zero.

I tre docenti che compongono la rinnovata commissione sono i professori Neri, Gostoli e Zanetto. Neri e Zanetto riformulano la griglia valutativa (i pesi da attribuire a titoli e pubblicazioni) pur essendo noti i nomi e perciò anche i titoli e le pubblicazioni dei candidati. Contraria la Gostoli, dell’Università di Perugia, che nel verbale del 13 giugno 2016 dichiara: «La griglia approvata sembra, nel suo complesso, avvantaggiare chi ha al suo attivo un minor numero di pubblicazioni». Sulla Castellaneta prevale così l’altro candidato per 60 a 53.

Sabina Castellaneta, difesa dall’avvocato Antonio Leonardo Deramo, impugna l’esito dinanzi ai giudici amministrativi che accolgono il ricorso. Il Tar (presidente Angelo Scafuri, relatore Maria Grazia D’Alterio), dispone la nomina di una nuova commissione. Si riparte da zero. Il rettore si limita a dire che «le sentenze della magistratura vanno rispettate ed eseguite» e a precisa domanda risponde: «Vincerà chi merita». Insomma, la «partita» è tutt’altro che conclusa.

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