Mercoledì 18 Luglio 2018 | 04:39

«gialli» d'estate

Il rapinatore era un sosia
assolto dopo la perizia

Conclusa l'odissea del bitontino detenuto ingiustamente per 5 mesi

Il rapinatore era un sosia assolto dopo la perizia

di Isabella Maselli

Somiglia al rapinatore ma non è lui. Si chiude dopo un anno con un’assoluzione piena «per non aver commesso il fatto» il processo nei confronti del 46enne di Bitonto Vincenzo Mundo, arrestato e processato per una rapina in gioielleria commessa, però, da un sosia a Sannicandro.

Il fatto risale al 1° marzo 2016. In tre, due dei quali a volto coperto, entrano nel negozio e puntando una pistola si fanno consegnare orologi, anelli con diamanti e collane in oro del valore di 20mila euro, facendo poi perdere le proprie tracce. Le indagini dei Carabinieri, coordinate dal Pm della Procura di Bari Fabio Buquicchio, portano a identificare in Mundo l’unico rapinatore a volto scoperto, immortalato dalle telecamere della videosorveglianza interna. Il 2 settembre scorso il 46enne viene arrestato.

In carcere a Bari incontra per caso il 45enne barese Riccardo Antonio Corsini, detenuto per un’altra rapina. I due si somigliano al punto che gli altri detenuti li scambiano per gemelli. Alcuni mesi dopo Corsini, colto da un «forte rimorso di coscienza nel vedere un innocente padre di famiglia accusato di un reato che non ha commesso» come lui stesso ha poi dichiarato, decide di confessare di essere l’autore di quella rapina. Scrive una lettera al magistrato che lo interroga e apre un procedimento nei suoi confronti.

Nell’udienza del gennaio scorso, dinanzi ai giudici chiamati a processare Mundo, erano entrambi in cella, il presunto rapinatore arrestato per errore (Mundo) e il suo sosia (Corsini), reo confesso, seduti uno accanto all’altro. Il Pm, in apertura di udienza, chiese già in quella sede il proscioglimento dell’imputato, difeso dagli avvocati Nicola Quaranta e Massimo Roberto Chiusolo, e la sua immediata scarcerazione.

Il Tribunale, accogliendo la richiesta di immediata remissione in libertà, ritenne però di dover disporre una perizia antropometrica. Mundo fu quindi scarcerato dopo 5 mesi in cella ma la sua vicenda giudiziaria, nonostante la confessione dell’uomo incontrato per caso in cella si è conclusa soltanto alcuni giorni fa.

Questo perché il Tribunale di Bari decise di far effettuare la perizia, affidata all’antropologo forense Maurizio Cusimano. «L’antropologo - si legge nell’introduzione della perizia - importa nelle aule di Giustizia tutto il bagaglio culturale e formativo nell’analisi di resti umani scheletrici, dove dalla semplice misurazione di un osso lungo può essere dedotta la statura delle vittima in vita, oppure dall’analisi della conformazione scheletrica può essere dedotta la razza, il sesso, l’età, malformazioni. Le nuove tecnologie hanno incorporato tali centenarie e collaudate metodiche traslandole nel mondo virtuale. Oggi l’antropologo può pervenire a giudizi circa la corporatura, il sesso, l’età, la comparazione tra individui a fini identificativi utilizzando i fotogrammi anziché le spoglie mortali, tutto con l’aiuto del computer». Ed è proprio questo il procedimento seguito. Un’attenta analisi dei fotogrammi estratti dalle immagini di videosorveglianza risalenti al giorno della rapina, il 1° marzo 2016, poi comparati con le foto dell’indagato (ben 12 effettuate circa un anno dopo i fatti), hanno consentito di fugare ogni dubbio. L’altezza è simile ma i tratti somatici non sono compatibili. Il rapinatore ha un naso aquilino, Mundo no, oltre alle bozze frontali prominenti che nel reo sono evidenti e invece mancano nell’imputato. Il perito ha quindi concluso che, nonostante l’unico dato di similitudine rappresentato dall’altezza, «la comparazione fisionomica mostra la presenza di tratti di incompatibilità fra Mundo e il soggetto ripreso durante la rapina».

Ora Mundo è un uomo libero e innocente, mentre nei confronti di Corsini pende attualmente un nuovo procedimento penale per rapina aperto dalla magistratura barese dopo la sua confessione.

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