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Giovedì 23 Novembre 2017 | 10:16

Bari

I saldi dal primo luglio?
Ma sono già cominciati

I manifesti sulle vetrine annunciano gli sconti alla cassa

I saldi dal primo luglio?  Ma sono già cominciati

di Antonella Fanizzi

BARI - Sui telefonini i messaggi stanno arrivando da metà mese. «Per i possessori di fidelity card i saldi iniziano prima. Ti aspettiamo con sconti fino al 50%. Approfittane». Oppure: «Vivi la tua estate. Sconti fino al 50%. Cosa aspetti». E ancora: «Prima dell’avvio dei saldi, cogli le migliori occasioni». Dalla scorsa settimana invece gli inviti a fare acquisti a prezzi ridotti sono stati stampati direttamente sulle vetrine: «50 volte», «50 buoni motivi per scegliere noi», «Fino a 50 buoni motivi per aspettare i saldi», «Special 20% su tutta la merce».

Per la prima volta quest’anno i saldi partiranno lo stesso giorno in tutta Italia: il 1° luglio. Una battaglia, quella della data unica, condotta e vinta, forse invano, da Federmoda, l’associazione simbolo del made in Italy di qualità che aderisce a Confcommercio. Se nei fatti i saldi sono già partiti per tutti, e neppure in maniera tanto velata, il rischio è che, esattamente come accaduto dodici mesi fa, i consumatori nel primo week end del prossimo mese andranno al mare, piuttosto che affrontare il caldo in una città che potrebbe essere deserta.

A rallentare la corsa agli acquisti, persino nel sabato e nella domenica del debutto, potrebbe essere il malvezzo, sempre più imperante, di ritoccare in anticipo i costi direttamente alla cassa. La legge vieta le vendite promozionali nei quaranta giorni che precedono i saldi, ma tanti consumatori hanno già risposto alle sollecitazioni giunte dai commercianti.

Le temperature sono roventi: perché aspettare allora il 1° luglio? Gli inviti a varcare la soglia dei negozi sono immediatamente decifrabili.

I saldi non hanno più valore? Risponde Carlo Saponaro, veterano del settore, nonché rappresentante di Federmoda pure a livello nazionale: «Ci sono troppe smagliature nel sistema. C’è un mercato selvaggio delle vendite e delle svendite. Le regole non vengono più rispettate, anche dai centri commerciali. Calzature e abbigliamento sono sempre più piegati dalla crisi e gli imprenditori hanno la necessità di recuperare le spese e pagare i fornitori. Mi auguro comunque che i saldi regalino un po’ di respiro soprattutto a chi sta pensando di chiudere». Saponaro sogna una città con festival culturali e enogastronomici in grado di catturare nuova clientela: «Bari è il capoluogo di regione, ma l’offerta del tempo libero è carente. Credo che sia arrivato il momento di creare un tavolo di confronto con le istituzioni per rendere la nostra città più interessante. I turisti, i cittadini e i residenti della provincia avrebbero un motivo in più per visitare i nostri negozi e apprezzare la nostra professionalità, che si conferma una garanzia per il cliente».

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