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Sabato 21 Ottobre 2017 | 05:16

Il nuovo appalto

Mensa scolastica a Bari
Pasta, carne e pesce bio
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Lunedì sarà pubblicata la gara triennale: cambia il menu, nuovi prodotti: si punta su qualità ed educazione alimentare

Mensa scolastica a BariPasta, carne e pesce bios

ANTONELLA FANIZZI

Sulle tavole apparecchiate nelle scuole materne e elementari della città la frutta, la verdura, i cereali, la pasta, il riso, i pomodori, i formaggi, il latte, le uova e lo yogurt almeno per il 40% dovranno far parte della filiera del biologico e minimo per il 20% dovranno essere certificati. Il Comune con la gara d’appalto per la refezione, che sarà pubblicata domani, scommette sulla qualità e sulla tutela dell’ambiente. Gli alimenti a chilometro zero rappresentano uno dei punti di forza del nuovo servizio, che vale 11 milioni 600mila euro. Le aziende interessate avranno a disposizione 36 giorni per presentare la propria candidatura: l’offerta qualitativa pesa per il 70% sul punteggio, quella economica al massimo ribasso per il restante 30%.

Contiene una serie di novità il nuovo capitolato che ha l’ambizione di portare in tavola ingredienti provenienti dalle aziende del territorio. L’amministrazione ha posto alcuni paletti: almeno il 15% della carne dovrà essere biologica e il 25% dovrà avere il marchio Dop (denominazione di origine protetta) oppure Igp (indicazione geografica protetta); il 20% del pesce dovrà provenire dagli allevamenti di acquacultura biologica o dalla pesca sostenibile. Oltre al menù ordinario, saranno previsti menù per celiaci, per chi ha intolleranze alimentari, menù senza carni suine, menù senza carni bovine e suine, diete prive di carne, diete vegetariane e vegane a patto, per queste ultime due, che il pediatra del bambino certifichi che il piccolo può seguire questo tipo di alimentazione, menù halal stabilito in accordo con la comunità musulmana.

Grande attenzione sarà riservata inoltre alla riduzione dell’impatto ambientale e alla lotta agli sprechi, con la richiesta ai partecipanti di utilizzare piatti biodegradabili (che si possono smaltire con l’umido) e la previsione, a norma di legge, di destinare il cibo non somministrato, e cioé quello che rimane nei pentoloni, alle organizzazioni di volontariato che effettuano la distribuzione gratuita dei pasti alle persone in difficoltà e ai senza fissa dimora.

I candidati dovranno inoltre predisporre un progetto informativo sulla opportunità di ridurre i consumi di carne, sulla stagionalità degli alimenti e sulla loro provenienza territoriale, nonché sulla corretta gestione della raccolta differenziata dei rifiuti. Anche i mezzi di trasporto dovranno garantire un basso tasso di inquinamento. Requisiti aggiuntivi che il Comune intende compensare con un ritocco del prezzo del pasto, che passerà dagli attuali 4,85 euro a 5 euro. È bene precisare. Non ci saranno aumenti per le tasche delle famiglie: le tariffe restano invariate.

Il vincitore avrà la possibilità di firmare un contratto triennale, prorogabile per altri due anni, a garanzia dei posti di lavoro dei dipendenti. Il Comune non intende abbassare la guardia per stanare i furbetti, e cioè quei genitori che non saldano le rette. Le famiglie distratte saranno avvisate con un messaggio sul telefonino del mancato pagamento del ticket dalle econome stipendiate dalla stessa azienda che si aggiudicherà l’appalto.

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