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Lunedì 20 Novembre 2017 | 22:02

bari

Japigia, case popolari: si sblocca
una vicenda lunga sessant'anni

Burocrazia matrigna. I residenti denunciano da tempo strade e verde in abbandono

Japigia, case popolari: si sblocca una vicenda lunga sessant'anni

di Francesco Petruzzelli

Per ora un atto transitorio in attesa della sigla finale. Ma con un grande sospiro di sollievo per i residenti che da anni denunciano «il più totale abbandono delle strade e del verde». A causa della burocrazia. Impossibile intervenire se ci sono tante teste e tanti proprietari che ogni volta devono mettersi d’accordo sulle particelle di propria competenza.

Si intravede lo spiraglio per l’atavica situazione delle palazzine popolari di Japigia. Siamo tra i complessi edilizi di viale Japigia, via Apulia, via Archita e via Peucetia, lì dove complice il mercato giornaliero all’aperto di via Pitagora, i residenti lamentano il più totale abbandono, anche solo per il rifacimento di un marciapiede o per la potatura di un albero (in alcuni casi gli stessi condomini hanno deciso di far da sé occupandosi dei giardini).

A sbloccare la situazione una delibera di giunta che ha detto sì all’accettazione della concessione in comodato d’uso delle aree scoperte da parte di Arca Puglia. In sintesi il Comune adesso potrà prendere in carico i suoli pubblici e provvedere alla manutenzione e alla pulizia. «Si tratta di una delibera che, nelle more del perfezionamento dell’atto di cessione che sarà siglato entro l’anno tra Arca Puglia e Comune di Bari secondo gli impegni assunti da entrambe le parti – commenta il vicesindaco e assessore all’Erp e al Patrimonio Vincenzo Brandi - ci consente di inserire le aree interne dei complessi di viale Japigia tra quelle aree gestite e manutenute dall’amministrazione comunale. È una vicenda che si trascina da quasi 60 anni per la mancata stipula, al termine degli interventi di sistemazione realizzati dall’allora Ina Casa, dell’atto di cessione previsto dalla convenzione tra i due enti. Abbiamo individuato la strada del comodato d’uso per uscire da una condizione di stallo che ha inevitabilmente esasperato gli animi dei residenti, che per troppo tempo non hanno potuto avere un interlocutore certo cui rivolgersi».

Intanto, ieri pomeriggio il comitato di zona ha incontrato nella parrocchia di San Francesco gli assessori ai Lavori Pubblici, Giuseppe Galasso, e allo Sviluppo Economico, Carla Palone, e il comandante della polizia municipale Nicola Marzulli. Diversi gli interventi annunciati da Galasso. Si inizierà, entro luglio, alla sistemazione dello sterrato tra via Pitagora e via Peucetia, vero e proprio acquitrino ad ogni pioggia. «Sarà creato un parcheggio con strisciate d’asfalto, in stile park and ride – ha spiegato l’assessore – per distinguere le zone di transito da quelle di stallo. Nell’ambito dei 5 milioni di euro per la manutenzione delle strade abbiamo previsto anche qui dei rifacimenti». E sul nascente mercato coperto, che i residenti attendono da anni per liberare le strade dalle bancarelle giornaliere, l’assessore ha assicurato lo sblocco della progettazione, «affidata a tecnici interni».

«Il dialogo con residenti e commercianti non si è mai interrotto e ho più volte effettuato degli incontri sul posto – ha aggiunto l’assessore Palone – per trovare un punto di incontro tra le legittime aspettative degli abitanti e quelle degli operatori del mercato, anche con controlli della polizia municipale che hanno portato a quattro sequestri sul fronte degli abusivi e a 22 verbali per la maggiore occupazione di suolo pubblico». Ma un altro allarme arriva dalle case popolari di Catino. A farsene portavoce il consigliere comunale Michele Picaro (Ncd-Alternativa Popolare): «Ho preparato un’interrogazione sulle 100 famiglie di via Caravella e in via dei Narcisi che vivono in uno stato di profondo abbandono». Secondo Picaro infatti le palazzine sono in uno stato fatiscente con crepe, perdite d’acqua, canne fumarie obsolete e recinzioni condominiali non a norma. «I restauri – avverte – sono attesi da anni. Non c’è stato nemmeno un rifacimento delle facciate dei palazzi».

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